
Basilicata
Basilicata: Geografia, clima e natura
Geografia
La Basilicata occupa il collo dello stivale italiano, confinante con Campania, Puglia e Calabria, ed è insolita tra le regioni italiane per avere coste su due mari distinti: un breve tratto scosceso del Mar Tirreno attorno a Maratea, e una costa più lunga e pianeggiante del Mar Ionio attorno a Metaponto.
Tra le due coste, la regione è dominata da montagne e colline -- l'Appennino Lucano attraversa l'entroterra, mentre il Monte Vulture, un vulcano spento a nord, dà il nome alla zona vinicola più nota della regione. A sud, il Parco Nazionale del Pollino, il più grande d'Italia, si estende a cavallo del confine con la Calabria. Le Dolomiti Lucane, un gruppo di ripide torri di arenaria attorno a Castelmezzano e Pietrapertosa, formano uno dei paesaggi più distintivi della regione, pur condividendo il nome con le ben più estese Dolomiti del nord.
Clima
Il clima della Basilicata varia sia con l'altitudine sia con la vicinanza a una costa piuttosto che all'altra.
Le coste -- Maratea sul Tirreno e Metaponto sullo Ionio -- hanno un tipico clima mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti.
L'entroterra montuoso, incluso l'Appennino Lucano e il massiccio del Pollino a sud, è notevolmente più fresco e piovoso, con un vero freddo invernale e neve occasionale alle quote più alte -- Matera stessa, su un altopiano tra i due estremi, ha estati calde e inverni freschi e umidi.
Due parchi nazionali e una zona umida costiera
La Basilicata condivide con la Calabria il Parco Nazionale del Pollino, la più estesa area protetta d'Italia, e ospita al centro il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Insieme coprono una porzione consistente del territorio e proteggono un paesaggio che scende dalle faggete e dalle abetine fino alla macchia mediterranea e al mare.
Simbolo del Pollino è il pino loricato, conifera d'alta quota dal portamento contorto che qui tocca il limite occidentale del suo areale e in Italia non cresce in numero apprezzabile altrove. Alcuni esemplari sui crinali esposti sono fra gli organismi viventi più antichi del Paese.
Sulla costa ionica il Bosco Pantano di Policoro conserva un lembo della foresta planiziale e delle paludi che un tempo orlavano questo litorale prima delle bonifiche. All'interno, le gravine — profondi solchi calcarei incisi nella Murgia attorno a Matera — custodiscono microclimi propri e ospitano piante e uccelli che gli altopiani aridi circostanti non conoscono.
Lupi, rapaci e la riva ionica
Il lupo appenninico è presente sui massicci del Pollino e dell'Appennino Lucano: tornato dalla soglia dell'estinzione nel Novecento, oggi è una presenza stabile anche se raramente visibile. Caprioli e cinghiali sono diffusi in tutto l'interno boscoso, e i cinghiali sono abbastanza numerosi da costituire un problema concreto per l'agricoltura.
L'aquila reale nidifica sulle rupi più alte, mentre le gravine intorno a Matera ospitano il grillaio, che d'estate colonizza il centro storico: gli stormi che al tramonto volteggiano sopra i Sassi sono fra gli avvistamenti più sicuri della regione. Anche il falco pellegrino e il capovaccaio frequentano le pareti delle gravine.
A Policoro il bosco costiero e la foce del Sinni ospitano la lontra, con una delle popolazioni più solide dell'Italia meridionale, e le spiagge vicine sono sito di nidificazione della tartaruga caretta, seguita ogni estate da un centro di recupero locale.