Matera
Matera: Geografia e clima
Geografia
Matera sta sul ciglio occidentale di una gravina, all'estremità orientale della Murgia, e ogni sua caratteristica discende dalla roccia in cui è scavata.
La gravina
La Gravina di Matera è un canyon dalle pareti ripide, in alcuni punti profondo duecento metri, inciso da un piccolo torrente nel calcare tenero. La città occupa il versante di un lato; l'altro è altopiano nudo. La gola è il motivo per cui il sito era difendibile, per cui non si è mai espanso verso l'esterno, e per cui le due metà del paesaggio sono così diverse.
La calcarenite
La roccia è calcarenite, un calcare tenero e conchiglifero che qui si chiama tufo. Si taglia con attrezzi a mano e indurisce all'aria: si poteva quindi scavare un'abitazione invece di costruirla, e usare la pietra cavata per alzarne la facciata. Quasi tutte le case dei Sassi sono entrambe le cose insieme: grotta dietro, muratura davanti.
L'acqua
Sull'altopiano non c'è acqua di superficie. Matera è vissuta di acqua piovana, raccolta da tetti e pendii in cisterne scavate ovunque nella roccia: migliaia, compreso l'enorme Palombaro Lungo sotto la piazza principale. Tutta la città è cava di sotto.
Che cosa ci vive
La gola e l'altopiano ospitano una delle maggiori colonie europee di grillaio, un piccolo falco migratore che nidifica nelle cavità degli edifici vecchi e sotto i coppi della città stessa. Dalla primavera all'estate è costantemente sopra le teste e si sente: cosa insolita per un rapace in pieno centro abitato.
La Murgia di fronte
L'altro lato della gravina è un parco protetto di calcare, macchia e grotte, con chiese rupestri e i ricoveri dei pastori che le usavano. È l'aspetto che aveva il versante di Matera prima che si costruisse alcunché.
Clima
Matera è nell'interno e abbastanza in alto da avere un clima più duro della costa pugliese, che dista un'ora.
Estate
Luglio e agosto sono caldi e asciutti, con massime spesso tra i 31 e i 34°C e pochissima pioggia. Qui la brezza di mare non arriva e la pietra riflette il calore: i Sassi nel pomeriggio possono essere durissimi. Le grotte, invece, restano fresche tutto l'anno, che era esattamente il punto.
Inverno
L'inverno è freddo sul serio per gli standard meridionali. Le massime di gennaio stanno sui 10°C, le notti scendono regolarmente sotto zero e quasi ogni inverno nevica, a volte abbastanza da imbiancare i Sassi, cosa che vale la pena vedere. L'umidità e il freddo dentro grotte non riscaldate furono tra le ragioni dello sfollamento.
Pioggia
Circa 550 millimetri l'anno, soprattutto da ottobre ad aprile. Niente resta in superficie: l'intero sistema di cisterne esiste perché la pioggia è l'unica acqua dell'altopiano.
Dentro la roccia
Una grotta scavata nella calcarenite mantiene tutto l'anno una temperatura quasi costante attorno ai quindici gradi, qualunque tempo faccia fuori. È l'intera logica del luogo: rendeva agosto sopportabile senza alcun raffrescamento e gennaio vivibile con poco combustibile. È anche il motivo per cui agli alberghi in grotta servono deumidificatori più che termosifoni.
Primavera e autunno
Da aprile a inizio giugno e da metà settembre a ottobre sono di gran lunga i periodi migliori: caldi, limpidi e comodi per una città che è in sostanza una lunga scalinata.
La luce
Vale la pena programmarla. Il sole basso attraversa i Sassi e stacca ogni spigolo tagliato e ogni porta; a mezzogiorno l'intero versante si appiattisce in un'unica massa chiara.