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Capri

Capri: costruzione e trasformazioni nel tempo

Il terreno fissò i limiti. Gli insediamenti occupano la sella centrale e l’altopiano di Anacapri, perché gran parte della costa è troppo ripida per costruzioni dense. Si usarono calcare locale e tufo vulcanico dall’area sorrentina. I vicoli tortuosi seguono i pochi lotti praticabili.

L’acqua entrò nell’architettura. Capri possiede poca acqua superficiale. A Villa Jovis, quattro grandi cisterne organizzano terme, servizi e quartieri imperiali su terrazze. Nella Certosa, strati di lapilli e canali nelle coperture convogliavano la pioggia verso i depositi.

Il movimento fu scavato nella roccia. I greci tracciarono la via oggi chiamata Scala Fenicia fra costa e Anacapri. Le strade successive rimasero strette, limitate da falesie, giardini e costruzioni precedenti. Nel 1905 la funicolare collegò direttamente Marina Grande al centro di Capri senza tagliare una strada nel pendio.

I progetti successivi riusarono idee antiche. La Certosa fu riparata e ampliata dopo gli attacchi cinquecenteschi, poi adattata dopo l’espulsione dei monaci nel 1808. Dal 1895 Villa San Michele unì la pratica costruttiva locale all’idea di Munthe della domus romana. I restauri moderni trattano questi strati come testimonianze, senza ricondurli a una sola epoca.

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