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Capri

Capri: Cultura

La vita culturale di Capri comincia dai due comuni. Capri e Anacapri conservano spazi civici, chiese e calendari annuali distinti. Il contrasto non è un tema creato per i visitatori: deriva dall’altopiano, dalla sella centrale e dai vecchi percorsi che separavano le comunità.

La cucina mantiene un registro locale sotto la scena internazionale dei ristoranti. I ravioli capresi usano un ripieno di formaggio profumato con maggiorana, erba strettamente legata alla cucina isolana. Preparazioni e dosi variano: conta la continuità del piatto, non una ricetta immutabile.

Dall’Ottocento Capri divenne anche un indirizzo letterario e artistico internazionale. Norman Douglas, Compton Mackenzie, Maksim Gor’kij, Jacques d’Adelswärd-Fersen e Axel Munthe collegarono l’isola a opere nate altrove. Villa San Michele e Villa Lysis rendono tangibile quella stagione, mentre la Certosa conserva la collezione Diefenbach.

Le istituzioni moderne affiancano oggi il passato romano a questa cultura più recente. Il museo archeologico della Certosa presenta materiali provenienti dagli scavi isolani; Villa Jovis ne è il corrispettivo nel paesaggio. Capri non è solo uno scenario raccontato dagli stranieri, ma un luogo con reperti, archivi e un calendario pubblico attivo.

Verificato su Italian Ministry of Culture, ottobre 2026.

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