
Caprarola
Caprarola: Cultura
La cultura di Caprarola è definita da una sproporzione di scala: cinquemila persone convivono con uno degli edifici più ambiziosi del Rinascimento italiano.
L'eredità farnesiana è quella dominante. La famiglia estese qui il proprio dominio nel Cinquecento, con il cardinale Alessandro Farnese divenuto Paolo III e il Ducato di Castro costituito, e la villa di Caprarola fu la residenza più rappresentativa di ciò che erano diventati.
Sotto c'è qualcosa di assai più umile. Il nome del paese viene dalle capre — dal latino Capreae — e dalla parola dialettale Rola, il luogo con le stalle dove i pastori tenevano i greggi al riparo. È un nome da pastori appiccicato a un paese di palazzo.
Conta anche l'inizio tardivo. L'insediamento stabile risale solo all'XI secolo circa, perché i Cimini erano considerati impenetrabili: Caprarola non ha quindi un passato civico etrusco o romano proprio, pur stando in mezzo all'Etruria.
E c'è una memoria che il comune ha formalizzato: il rifugio dato alla famiglia Veneziano per otto mesi dopo il settembre 1943, e il riconoscimento dei Brunetti da parte di Yad Vashem nel 2005.
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