
Gaeta
Gaeta historical timeline
Storia
I primi consistenti insediamenti nel territorio risalgono al XII-XIII secolo a.C. Successivamente tutta l'area costiera del golfo fu parte integrante della regione popolata dagli antichi Aurunci — la tribù italica di lingua osca che abitava l'antica Caieta già nel X-IX secolo a.C., sulle pendici della Torre di Orlando. Solo nel 345 a.C. il territorio passò sotto l'influenza di Roma.
Il nome non è mai stato risolto, e sopravvivono quattro spiegazioni antiche. Strabone non parla della città ma solo del golfo, detto Kaiata, nome che deriverebbe da un termine usato dai Laconi per indicare le cose cave, con chiaro riferimento all'ampia insenatura; lo stesso autore riporta però che altri lo fanno derivare dal nome della nutrice di Enea. Diodoro Siculo collegò il territorio gaetano al mito degli Argonauti, facendo derivare il nome da Aietes, mitico padre di Medea. Virgilio, nell'Eneide, ne trovò l'origine nel nome della nutrice di Enea, Caieta, sepolta dall'eroe troiano in quel sito durante il viaggio verso le coste laziali — e Dante, quasi a significare la storicità dell'Eneide, confermò l'avvenimento. Altre fonti prendono il nome da Eete, figlio del dio del sole Elio, il cui soprannome è "L'Aquila": appellativo che sarebbe stato dato per l'insolita struttura geografica della città, che ricorda la testa di quel rapace.
Sotto Roma divenne un luogo di villeggiatura. Con il suo clima temperato, come le vicine Formia e Sperlonga, Caieta divenne uno dei primi luoghi di villae maritimae — ville marittime e lussuosi ritiri dell'élite romana, appartenute per esempio a Scipione l'Africano e a Gaio Lelio — e fu collegata alla capitale dalla via Appia e dalla sua estensione, la via Flacca.
I proprietari sono un elenco notevole. I resti della monumentale villa di Lucio Marcio Filippo, patrigno di Augusto, stanno nella zona Arcella. Lucio Munazio Planco, console nel 42 a.C., ebbe una vasta villa sul Monte Orlando affacciata sul golfo, e il suo mausoleo, costruito alla fine del I secolo a.C., è ancora un monumento imponente dentro un'ampia radura. Anche Lucio Sempronio Atratino — console suffetto nel 40 e nel 34 a.C., propretore in Grecia nel 39 a.C. e primo ammiraglio della flotta di Marco Antonio dal 38 al 34 a.C. — vi abitò probabilmente, come suggerisce il suo mausoleo. Anche Domiziano ebbe una villa nella zona, e Antonino Pio restaurò il porto, data la sua rilevanza strategica.
All'inizio del medioevo, dopo l'invasione longobarda, Gaeta rimase sotto la sovranità dell'Impero bizantino — e poi, come Amalfi, Sorrento e Napoli, sembra essersi affermata come porto praticamente indipendente, con un florido commercio con il Levante.
Nell'840, per timore dei saraceni, gli abitanti della vicina Formia si rifugiarono a Gaeta.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.