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Palestrina - Goparoo

Palestrina

Palestrina historical timeline

Storia

I primi reperti archeologici che attestano l'occupazione del sito sono le sepolture cosiddette principesche — la Tomba Barberini e la Tomba Bernardini — risalenti all'inizio dell'VIII secolo a.C., alla vigilia della fioritura che investì la città in età orientalizzante, fra VIII e VII secolo.

Gli scavi nella necropoli mostrano che nel tardo VIII secolo si ebbe un notevole avanzamento culturale, con importazioni orientali e uno stretto rapporto con l'Etruria; le tombe principesche del VII secolo avevano corredi di qualità almeno pari a quelli dei sepolcreti dell'etrusca Caere. Fra gli oggetti delle tombe più antiche, le coppe d'argento e d'argento dorato e gran parte dei gioielli d'oro e d'ambra sono fenici, mentre i bronzi e alcuni avori appaiono etruschi.

La sua fondazione è avvolta in leggende concorrenti. Diverse tradizioni annotano come fondatore Telegono, figlio di Ulisse e di Circe, oppure l'eroe eponimo Prenesto, figlio del re Latino e nipote di Ulisse. Catone, Varrone, Virgilio e Solino legano invece la città alla figura di Ceculo, creduto figlio del dio Vulcano.

Il primo insediamento fu probabilmente una cittadella sulla sommità del colle, cinta da una cortina ciclopica di cui qualcosa sopravvive.

Praeneste era già ricca e prospera quando Roma stava appena emergendo, e per la propria storia e ricchezza si sentiva superiore alle altre città latine, diventando, con la rapida crescita di Roma, la sua rivale più odiata. Si ritirò dalla Lega Latina nel 499 a.C., secondo Livio — che è la sua prima menzione storica — e si alleò con Roma; insieme vinsero la battaglia del lago Regillo contro trenta stati latini. Dopo che Roma fu indebolita dai Galli di Brenno nel 390 a.C., Praeneste cambiò schieramento per frenare l'espansione romana nel Lazio, e dal 373 al 370 fu in guerra continua contro Roma o i suoi alleati, venendo sconfitta da Cincinnato. Fu infine conquistata da Roma dopo strenua resistenza, durante la quale si era alleata con i Galli.

La posizione — dominante la valle del Sacco, passaggio obbligato fra il Lazio e l'Italia meridionale, difesa da imponenti fortificazioni — portò prosperità, attestata dalla costruzione di un foro e dalla monumentalizzazione del santuario oracolare della Fortuna Primigenia, datati entrambi alla fine del II secolo a.C.

Nel 90 a.C. i cittadini di Praeneste ottennero la cittadinanza romana. Poi, nell'82 a.C., durante la guerra civile, la città parteggiò per Gaio Mario il giovane, che qui morì. Lucio Cornelio Silla, in quell'occasione, ne sterminò tutti i cittadini maschi e vi installò al loro posto una colonia militare.

La dea sopravvisse all'indipendenza della città. Nel 39 d.C. l'imperatore Caligola denominò due legioni di nuova formazione — la legio XXII Primigenia e la legio XV Primigenia — in onore della Fortuna venerata a Praeneste.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.

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