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Museo e Cripta dei Cappuccini in Roma - Goparoo

Museo e Cripta dei Cappuccini

Museo e Cripta dei Cappuccini Cronologia Storica

Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026
8 /10
Valutazione editoriale
/10
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Una chiesa dei Barberini, finita in cinque anni, con un ossario allestito al suo interno nello stesso anno del completamento.

Cronologia

  1. — papa Urbano VIII benedice la prima pietra, dopodiché il fratello cappuccino, il cardinale Antonio Marcello Barberini, avvia la costruzione su progetto di Felice Antonio Casoni e Michele da Bergamo. Impatto strutturale: si comincia una chiesa a navata unica con dieci cappelle laterali. Cosa si vede oggi: l’impianto, e lo stemma di Urbano VIII alla base delle due colonne dell’altare maggiore in marmo che fece realizzare.
  2. — si celebra la prima messa. Impatto strutturale: la chiesa è utilizzabile un anno prima di essere finita. Cosa si vede oggi: una parrocchia in attività, non un monumento.
  3. — Antonio Barberini commissiona a Guido Reni un Arcangelo Michele per la chiesa. Impatto strutturale: nessuno. Cosa si vede oggi: la pala della prima cappella a destra, terminata nel 1636, e la leggenda che le è cresciuta attorno.
  4. — la costruzione è completata. Nello stesso anno il cardinale Antonio Barberini, cappuccino, ordina di riesumare i resti di migliaia di frati cappuccini e di trasferirli dal convento di via dei Lucchesi nella cripta sotto la chiesa. Impatto strutturale: la cripta viene allestita con le ossa come decorazione. Cosa si vede oggi: cinque cappelle le cui pareti sono fatte di morti.
  5. XVII secolo — le cappelle si riempiono di dipinti: il San Michele di Reni, il Cristo deriso di Honthorst, la Trasfigurazione di Balassi commissionata da Taddeo Barberini, la Natività di Lanfranco, le Stimmate di san Francesco di Domenichino, la Preghiera nell’orto di Baccio Ciarpi e il Sant’Antonio di Andrea Sacchi. Impatto strutturale: dieci cappelle vengono arredate. Cosa si vede oggi: una raccolta di pittura barocca in una chiesa davanti a cui quasi tutti passano oltre.
  6. XVIII secolo — il marchese de Sade visita la cripta e scrive che «un sacerdote tedesco di questa casa ha eseguito un monumento funebre degno di un ingegno inglese». Impatto strutturale: nessuno. Cosa si vede oggi: il più antico giudizio celebre dall’esterno sulla cripta, e ancora il più citato — accanto all’ammissione degli stessi frati che non esistono documenti su chi l’abbia realmente realizzata, per cui ogni attribuzione è una congettura.
  7. XVIII-XIX secolo — la cripta diventa una delle attrazioni più note di Roma, con una popolarità turistica che rivaleggia con quella delle Catacombe. Impatto strutturale: nessuno. Cosa si vede oggi: un percorso di visita che esiste da secoli.
  8. — nasce l’ossario di Sedlec in Repubblica Ceca; esso e la Cappella dei Teschi in Polonia sarebbero stati ispirati da questa cripta. Impatto strutturale: nessuno qui. Cosa si vede oggi: l’originale di una forma diffusasi in Europa.
  9. Decenni recenti — i frati aprono accanto alla cripta un museo con dipinti e oggetti dell’ordine, fra cui un San Francesco in meditazione attribuito a Caravaggio. Impatto strutturale: il convento acquista sale espositive aperte al pubblico. Cosa si vede oggi: una visita che è prima museo e poi cripta, il contrario dell’ordine che quasi tutti si aspettano.

Verificato su Wikipedia, settembre 2026.