
Galleria Doria Pamphilj
Galleria Doria Pamphilj Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026Una collezione costruita da quattro famiglie che si sono sposate fra loro, conservata nella casa per cui fu messa insieme.
Cronologia
- Dal XVI secolo — la raccolta di dipinti, arredi e sculture comincia a essere formata dalle famiglie Doria, Pamphilj, Landi e Aldobrandini, poi unite da matrimoni e discendenza sotto il cognome semplificato Doria Pamphilj. Impatto strutturale: quattro collezioni diventano una. Cosa si vede oggi: un allestimento la cui logica è l’eredità, non la curatela.
- — il cardinale Giovan Battista Pamphilj è eletto papa Innocenzo X. Impatto strutturale: le fortune della famiglia, e le sue committenze, salgono bruscamente. Cosa si vede oggi: il ritratto e il busto che il papato ha pagato.
- Metà del Seicento — Innocenzo X lascia i dipinti e gli arredi del suo Palazzo Pamphilj a piazza Navona al nipote Camillo Pamphilj. Impatto strutturale: una seconda grande collezione confluisce nella prima. Cosa si vede oggi: gran parte di ciò che è appeso negli appartamenti di rappresentanza.
- Seicento — Camillo Pamphilj, sfidando la potente madre Olimpia Maidalchini — cognata, confidente e consigliera di Innocenzo X — rinuncia al cardinalato conferitogli dallo zio e sposa la vedova Olimpia Borghese, nata Aldobrandini, che porta in famiglia il Palazzo Aldobrandini. Impatto strutturale: arrivano per matrimonio un altro palazzo e un’altra collezione. Cosa si vede oggi: le dimensioni dell’edificio, che è un’accumulazione di case.
- — il matrimonio di un Doria Pamphilj Landi con la principessa Leopoldina Maria di Savoia, figlia di Luigi Vittorio, principe di Carignano; i lavori nel palazzo sono diretti da Francesco Nicoletti, architetto trapanese. Impatto strutturale: una campagna settecentesca ridisegna gli interni. Cosa si vede oggi: le sale in cui è appesa la collezione, più tarde di gran parte di ciò che contengono.
- — il Ritratto di Innocenzo X di Velázquez viene collocato in una saletta appositamente dedicata insieme al busto scolpito dello stesso papa dal Bernini. Impatto strutturale: una stanza è destinata a un solo effigiato. Cosa si vede oggi: la stanza meglio allestita del palazzo, e il motivo per cui quasi tutti vengono.
- Anni recenti — l’ingresso della galleria si sposta da piazza del Collegio Romano a via del Corso. Impatto strutturale: cambia l’estremità del percorso di visita. Cosa si vede oggi: la porta di via del Corso 305, che le guide più vecchie continuano a sbagliare.
Verificato su Wikipedia, settembre 2026.