Skip to content
San Felice Circeo - Goparoo

San Felice Circeo

San Felice Circeo: Geografia, clima e natura

Geografia

San Felice Circeo si trova nell'Agro Pontino, a circa 100 km a sud di Roma, e il suo territorio ha un'estensione di 3.139 ha. Quella cifra è il risultato di uno scambio: in origine l'estensione comunale era più ampia, ma nel 1934, con la fondazione della nuova Sabaudia, vennero espropriati 690 ha di terreno boschivo a nord del promontorio e in cambio gli vennero assegnati 690 ha del territorio di Terracina.

Il territorio si sviluppa in due aree ben definite: il promontorio del Circeo, 6 km, e la parte pianeggiante.

Il promontorio è un crinale con vette dal nome proprio lungo la dorsale: Vetta di Paola, Picco di Circe (541 m s.l.m.), Punta di Torre Moresca, Punta di Vasca Moresca, Punta del Fortino di Cretarossa, Punta del Semaforo (412 m) e Punta dell'Acropoli o delle Crocette (352 m). Vari colli si elevano sul versante orientale e circondano il centro storico: Peretto, Guardia Orlando e Monticchio verso nord, Monte Morrone e San Rocco verso sud.

Le due parti sono fatte di materiale diverso. Varie indagini geologiche hanno dimostrato che il promontorio è costituito perlopiù da calcari di vario tipo: cristallini e bianchi, compatti, selciferi con brachiopodi, argillosi. La pianura sottostante è invece costituita da sabbie sommerse, bonificate durante il periodo fascista.

E il promontorio un tempo era separato. Nel Quaternario era veramente un'isola, e le prove sono varie: il ritrovamento sul promontorio di un'arenaria bigia, rinvenuta poi solamente a 300 m di profondità, i solchi marini fossili, i segni dell'erosione marina e le informazioni ottenute dallo studio degli strati pliocenici.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.

Clima

Il clima di San Felice Circeo è assai mite, e la ragione è la brezza marina, che lo addolcisce d'estate e lo intiepidisce d'inverno.

La classificazione è zona C con 1.254 gradi giorno: uno dei valori più dolci del Lazio, e molto distante dall'interno appenninico della stessa regione.

La posizione lo spiega. Il comune sta su un promontorio nell'Agro Pontino, circondato dall'acqua su tre lati, e la testa del promontorio si comporta climaticamente quasi come l'isola che era.

La quota introduce una variazione secondaria. Il crinale sale a 541 metri al Picco di Circe, perciò la cima è più fresca ed esposta del centro storico e assai più fresca della pianura.

In pratica, la mitezza allunga la stagione da entrambi i lati: primavera e autunno sono qui davvero comodi, ed è l'argomento per venire fuori dall'estate.

Habitat e biodiversità

San Felice Circeo ricade nel Parco nazionale del Circeo, e il comune contiene due ecosistemi del tutto diversi entro pochi chilometri.

Il promontorio è calcareo — cristallino e bianco, compatto, selcifero con brachiopodi, argilloso — e si alza per sei chilometri fino ai 541 metri del Picco di Circe. Gli altopiani calcarei di questo tipo portano una flora secca e calcicola ben distinta da quella della campagna vulcanica più a nord nel Lazio, e le grotte del massiccio sono habitat a sé.

La pianura sottostante è l'opposto: sabbie sommerse, bonificate durante il periodo fascista. Era palude costiera, e il suo stato attuale è frutto del drenaggio novecentesco.

L'isolamento del promontorio non è soltanto figurato. Nel Quaternario era veramente un'isola, e quella storia — confermata dai solchi marini fossili, dai segni dell'erosione marina e da un'arenaria anomala — è il genere di cosa che lascia il segno su quali specie un massiccio ospita.

Il clima marittimo mite, zona C con 1.254 gradi giorno, sostiene sui versanti un insieme pienamente mediterraneo.

E il dislivello interno di un crinale breve, dal livello del mare a 541 metri, concentra parecchi habitat in poco terreno.

Fauna e uccelli

La fauna di San Felice Circeo appartiene a una costa mediterranea protetta.

Tutto il comune ricade nel Parco nazionale del Circeo, ed è il fatto più importante per la sua fauna: il promontorio e la pianura bonificata sono paesaggio gestito e non campagna aperta.

Il massiccio calcareo è terra di grotte, e le sue cavità sono state occupate senza interruzione da grandi mammiferi e da uomini dal periodo neandertaliano: i depositi della Grotta Guattari sono un archivio faunistico oltre che umano.

La pianura bonificata era zona umida prima del drenaggio del periodo fascista, e ciò che resta delle zone umide costiere della pianura pontina ha un'importanza riconosciuta per l'avifauna — parte della ragione per cui qui è stato tracciato un parco nazionale.

Il crinale fornisce la dimensione verticale: dalla riva ai 541 metri del Picco di Circe entro un promontorio di sei chilometri, con roccia esposta, macchia e bosco sovrapposti in breve spazio.

La pressione è stagionale e costiera. I mesi da spiaggia concentrano i visitatori al livello del mare, mentre la parte alta del promontorio resta relativamente quieta.

← Torna alla panoramica di San Felice Circeo