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Tempio di Giove Anxur in Terracina - Goparoo

Tempio di Giove Anxur

Tempio di Giove Anxur cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026
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Ciò davanti a cui si trova un visitatore sul monte Sant'Angelo è una terrazza, non un tempio. Del grande tempio resta poco più del podio; della terrazza che lo portava restano dodici arcate di cementizio romano, intatte, ed è per questo che il monumento si legge dalla pianura pontina duemila anni dopo. Il santuario ha attraversato almeno tre fasi -- un terrazzamento in opera poligonale di fine IV secolo a.C., un rifacimento di metà II addossato alla roccia, e una ricostruzione sillana che ha gettato tutto in fuori sul fianco del monte -- e poi è stato monastero, fortilizio medievale, rovina chiamata palazzo di Teodorico, e dal 2000 monumento naturale.

Cronologia

  1. fine V sec. a.C. Roma conquista definitivamente la città volsca di Anxur, sulle pendici meridionali del monte. Il culto oracolare sulla sommità è, secondo il conto del comune, già vecchio di alcuni secoli a questa data.
  2. 329 a.C. Terracina diventa colonia romana, il che mette il santuario dentro il sistema romano invece che di fronte a esso.
  3. 312 a.C. La nuova via Appia fra Roma e Capua viene tracciata alle spalle del monte, e si costruiscono i primi terrazzamenti in opera poligonale per un primo santuario monumentale, probabilmente legato all'oracolo e probabilmente privo di tempio. Un tratto di quella sostruzione poligonale sopravvive ancora in alto sulla terrazza, verso ovest.
  4. 140 a.C. ca. Un rifacimento addossa alla roccia a monte una serie di ambienti: il terrazzamento oggi detto del piccolo tempio. I suoi nove ambienti voltati conservano stucchi e pitture che imitano un rivestimento marmoreo, in primo stile, del terzo quarto del II secolo a.C., e sono la decorazione più antica del sito.
  5. 83 a.C. A nord del santuario si alza una cinta di sbarramento sulla via Appia, probabilmente in risposta alla risalita di Silla verso Roma durante la lotta con Mario. La cinta con le sue nove torri circolari è ciò che la terrazza superiore è.
  6. inizi I sec. a.C. La ricostruzione sillana. Un campo militare controlla l'Appia dall'alto, e il nuovo grande tempio sorge su una scenografica terrazza di fondazione in opera incerta con portico retrostante, rivolto verso il porto e le attività commerciali e non più verso la città e le attività agricole del territorio: è un cambio di funzione. Le dodici arcate sono di qui.
  7. IX secolo Un monastero benedettino dedicato a San Michele Arcangelo si insedia nella zona del piccolo tempio, e da esso l'intero colle prende il nome attuale. Un corridoio interno di sostruzione viene trasformato in chiesa, e i suoi affreschi sopravvivono: una Madonna con Bambino tra i santi Michele e Gabriele sulla parete di fondo, dove stava l'altare.
  8. XIII secolo L'uso militare della sommità continua: resti di una torre quadrata, mura di recinzione e tracce di frequentazione duecentesca. In questi secoli le rovine sono note come il palazzo di Teodorico.
  9. fine XVI secolo L'area viene definitivamente abbandonata con lo spopolamento di Terracina. Resta abbandonata trecento anni, ed è per questo che tanta sostruzione è ancora in piedi.
  10. Lo studioso locale Pio Capponi conduce i primi scavi. La fossa ai piedi della roccia dell'oracolo restituisce numerose offerte votive in piombo.
  11. Luigi Borsari scava ulteriormente.
  12. Nella parte più alta della terrazza torna in luce altro del monastero: ambienti con basamenti per torchi e vasche, che sono il lato lavorativo dei monaci e non la loro chiesa.
  13. Il tempio di Giove Anxur viene tutelato come monumento naturale e affidato in gestione al Comune di Terracina, che lo amministra ancora. La Fondazione Città di Terracina gestisce il sito, aperto ogni giorno a 7 euro.

Conservazione e restauri

Questo edificio è stato devastato una volta e poi lasciato in pace, e la seconda parte è la ragione per cui sopravvive. Dopo l'epoca romana il santuario fu distrutto e incendiato. La cella mostra un restauro che potrebbe precedere anche quello: era in un primo momento più ampia all'interno e venne poi foderata da un muro di rinforzo, forse dopo un incendio. Dalla fine del Cinquecento, quando Terracina si svuotò, nessuno ebbe più alcun uso per la sommità.

Chi l'ha riusata, l'ha riusata con cura per caso. I benedettini di San Michele Arcangelo presero il corridoio interno del piccolo tempio e ne fecero una chiesa invece di sgombrare il sito, ed è così che un affresco del IX secolo si è conservato dentro una sostruzione del II secolo a.C. Costruttori militari medievali aggiunsero una torre quadrata e mura di recinzione sulla sommità. Il corridoio voltato dietro i nove ambienti del piccolo tempio è da allora in parte crollato.

La dedica è la cosa che non è sopravvissuta. L'identificazione tradizionale è Iuppiter Anxur, Giove fanciullo, ma nell'area è stata trovata un'iscrizione col nome di Venere, insieme a oggetti votivi fra cui colombe in pasta vitrea con dedica a Venus Obsequens, e il portale del comune tratta come aperta l'ipotesi di una divinità femminile. Il santuario minore, probabilmente il più antico, è stato di recente attribuito a Feronia, culto forse introdotto nella regione già all'epoca dell'occupazione volsca nel V secolo a.C. e attestato anche in altri punti della città, dove le fonti antiche ricordano un fanum Feroniae presso monte Leano. Tre candidati; uno di loro è nel nome del monumento.

Verificato su Comune di Terracina -- Portale Turistico, ottobre 2026.