
Terracina
Terracina historical timeline
Storia
Terracina compare nelle fonti antiche con due nomi, e appartengono a due popoli. Il latino Tarracina e il volsco Anxur: quest'ultimo è il nome di Giove stesso da giovane, Iuppiter Anxur o Anxurus, dio tutelare della città, venerato sul Mons Neptunius, l'odierno Monte Sant'Angelo, dove un tempio a lui dedicato esiste ancora.
Il nome Tarracina è stato letto variamente come di origine preindoeuropea oppure come etrusco — Tarchna o Tarchuna, il nome della famiglia dei Tarquini — nel qual caso precederebbe la conquista volsca.
Fu la posizione a renderla contesa. La città domina le paludi pontine, come registra la frase di Livio — urbs prona in paludes, una città circondata dalle paludi — e dispone di un piccolo porto, nell'unico punto in cui i colli toccano il mare.
Nel VII secolo a.C. entrò nella lega etrusca delle dodici città. Nel 509 a.C. Terracina era già sotto la supremazia romana, come riportato nel primo trattato fra Roma e Cartagine. Fu presto rioccupata dai Volsci e non fu inclusa nell'elenco della Lega Latina del 499 a.C. Nel 406 fu ripresa dai Romani, perduta nel 402, recuperata nel 400, attaccata senza successo dai Volsci nel 397, e infine assicurata con la deduzione di una colonia di cittadini romani nel 329 a.C. come Colonia Anxurnas.
La costruzione della via Appia nel 312 a.C. ne accrebbe l'importanza — e ne creò il problema ingegneristico decisivo. La strada dapprima valicava il colle dietro il promontorio con una salita e una discesa ripide. Nel 184 a.C. il censore Lucio Valerio Flacco tentò di aggirarlo con un terrapieno gettato in mare. Ma fu probabilmente solo ai primi tempi di Traiano, fra il 98 e il 117 d.C., che un taglio nella roccia ai piedi del promontorio — Pisco Montano — risolse la cosa.
Quel taglio porta il proprio registro. La profondità è indicata da segni sulla parete verticale a intervalli di dieci piedi romani; il segno più basso, circa un metro sopra la strada attuale, è CXX, corrispondente a trentasei metri.
E la città non si è mai fermata: il sito è stato ininterrottamente abitato fin dall'antichità.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.