Basilica di San Giovanni Battista, Finale Ligure
Basilica di San Giovanni Battista, Finale Ligure cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 18 ottobre 2026Questa chiesa è stata costruita piano e decorata per duecento anni, ed è il motivo per cui si legge come un barocco con una cupola neoclassica sopra. Il guscio sale dal 1619, nel secolo spagnolo, quando Finalmarina era un comune a sé e il marchesato era un anello del Cammino spagnolo; gli arredi arrivano a ondate, ciascuna datata e quasi tutte attribuite. Quello che il visitatore incontra non è dunque una campagna sola ma una sequenza: una pianta seicentesca che cita Genova, un altare e una cupola settecenteschi, cicli di affreschi ottocenteschi e un organo novecentesco. L’unica cosa che registri l’inizio sta in sacrestia: una tela la cui parte inferiore mostra il paese come appariva mentre i muri ancora salivano.
Cronologia
- Comincia la costruzione. La chiesa sorge a Finalmarina, allora comune autonomo, e ne diventa la parrocchiale; le sue tre navate su colonne binate citano modelli genovesi di questo stesso decennio.
- Giovanni Battista Merano affresca la volta del transetto. Dipinse anche la Gloria di san Nicola da Bari in una delle cappelle del transetto, quindi la sua mano spiega due delle cose da guardare in alto.
- Viene posto l’altare maggiore in marmi policromi, opera della scuola scultorea genovese, col coro settecentesco dietro. È il fuoco del presbiterio ancora oggi.
- Giuseppe Barella realizza la cupola, di ventiquattro metri, col concorso degli architetti genovesi Simone Cantoni ed Emanuele Andrea Tagliafichi. È l’elemento che fissa il profilo della chiesa sullo skyline di Finalmarina.
- fine Settecento Pietro Ripa realizza il pulpito, nella seconda metà del secolo. Sta nella navata fra le colonne binate.
- Paolo Gerolamo Brusco dipinge i tre grandi affreschi della controfacciata — il Battesimo di Gesù, San Giovanni Battista che predica sulle rive del Giordano e la Gloria del Precursore — e anche la volta del presbiterio, il finestrone centrale dell’abside e i tre grandi quadri sopra le porte d’entrata. Sono quello che il visitatore vede voltandosi sulla porta.
- Giuseppe Passano esegue i decori pittorici della navata centrale, Scene di vita del Precursore fra schiere di angeli. Con le dodici cappelle di Picco completa l’interno come sistema unico.
- Cesare Bernasconi e il figlio Giovanni costruiscono l’organo sulla cantoria della parete destra del presbiterio, a trasmissione pneumatica, con due tastiere di 61 note e pedaliera di 27 note. La mostra di venticinque canne di principale sta sotto una finta tenda scolpita nel legno.
- L’organo viene restaurato da Graziano Interbartolo e Giuseppe Fontana, ed è il motivo per cui è uno strumento suonabile e non una cassa.
Che cosa è stato conservato
Due restauri sono documentati ed entrambi sono recenti. L’organo è stato restaurato nel 2002, poco meno di un secolo dopo che Cesare e Giovanni Bernasconi l’avevano costruito, e la tela della sacrestia di Sant’Erasmo e San Nicolao è descritta come restaurata di recente: cosa che conta più di quanto sembri, perché la sua parte inferiore è la veduta seicentesca di Finalmarina e del Finalese, l’unico documento topografico dell’edificio. In sacrestia si conservano anche altre tele del Seicento e del Settecento. Nulla di quanto letto per questa pagina registra qui danni di guerra, incendi o cedimenti strutturali: la storia di questa chiesa è di accumulo e non di perdita, cosa insolita su questa costa ed è il motivo per cui tante opere datate e attribuite stanno in un solo interno.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
