Caverna delle Arene Candide, Finale Ligure
Caverna delle Arene Candide, Finale Ligure cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 18 ottobre 2026Questa caverna è scavata da più di un secolo e mezzo, e la cosa che l’ha resa famosa è uscita nel mezzo di quel periodo. Era nota localmente come Grotta dei Frati molto prima di essere un sito archeologico; il nome attuale, e la sua carriera scientifica, le vengono da una sola visita del 1864. Le campagne di guerra e del dopoguerra nella parte sud-orientale della caverna hanno prodotto le diciannove sepolture e la stratigrafia, e tutto quello che è venuto dopo riguarda la conservazione e l’accesso, non lo scavo. Quello in cui si entra oggi è una caverna liberata e consolidata con un percorso tracciato dentro, e la visita guidata ripercorre i centocinquant’anni di scavo quanto i ventiseimila di sepoltura.
Cronologia
- Arturo Issel visita la caverna nel giugno. La visita le dà il nome attuale — fino a quel momento era localmente la Grotta dei Frati o l’Armassa — e apre una lunga stagione di scavi e ricerche che la visita guidata ripercorre ancora.
- primi anni venti La duna costiera di sabbia bianca ai piedi delle falesie sottostanti, che ha dato il nome alla grotta, è scomparsa entro i primi anni del decennio. Il nome registra ormai una forma del paesaggio che il visitatore non può vedere.
- Luigi Bernabò Brea, primo Soprintendente alle antichità della Liguria, e Luigi Cardini dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana iniziano a scavare la porzione sud-orientale della caverna, lavorando fino al 1942. La sezione che aprono è quella che porta tutta la sequenza.
- I due riprendono, fino al 1950. Sono queste campagne a dare alla caverna la celebrità internazionale: le 19 sepolture paleolitiche, la tomba del Giovane Principe e una stratigrafia che va dal Paleolitico superiore all’epoca bizantina.
- Il sito, proprietà del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è affidato in gestione al Comune di Finale Ligure e al Museo Archeologico del Finale. Da allora è il museo dei Chiostri di Santa Caterina a condurre le visite.
- Dopo gli interventi di messa in sicurezza e la sistemazione del percorso di visita, nel luglio comincia una regolare apertura al pubblico. È il motivo per cui nella caverna si può entrare, e il percorso che si cammina oggi è quello creato da quei lavori.
Dove sono finiti i reperti
La caverna è l’unica cosa che è rimasta. Il materiale degli scavi è distribuito fra tre musei: il Museo di archeologia ligure di Pegli a Genova, che conserva il Giovane Principe; il Museo archeologico del Finale a Finalborgo, che gestisce anche le visite; e il Museo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini di Roma. Il racconto del comune aggiunge che anche i reperti del Finale più ampio — dalla Caverna della Pollera, una delle più vaste della provincia, che ha restituito ceramiche neolitiche con bocche quadrilobate, e dall’Arma delle Manie, sede dell’uomo di Neandertal — stanno nel museo archeologico. Una visita qui e una visita là sono quindi due metà di una cosa sola, che è l’argomento del biglietto combinato. La vicina Caverna delle Fate, nell’Arma delle Manie, ha dato materiale del Paleolitico superiore e medio ed è interdetta alle visite.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
