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Milano

Milano: costruzione e trasformazioni nel tempo

Terreno piatto, costruito e ricostruito

La storia edilizia di Milano è insolita fra le città italiane perché nulla del sito la vincolava. Non c'è un colle da terrazzare, non c'è un fiume da scavalcare, non c'è una laguna in cui palificare. La città poteva espandersi in qualsiasi direzione e l'ha fatto, il che significa che la sua forma è fatta interamente di decisioni umane; e poiché ogni epoca poteva costruire sopra la precedente invece che attorno, gli strati sono sovrapposti e non affiancati.

La griglia romana e gli anelli concentrici

Una griglia romana rettilinea sta sotto il nucleo più antico, e le sue linee governano ancora le vie immediatamente attorno al Duomo. Sopra, Milano è cresciuta per anelli: le mura medievali, poi le molto più ampie mura spagnole del Cinquecento, che fissano la forma della città interna per trecento anni. Le mura sono quasi del tutto scomparse, ma le circonvallazioni le seguono: ed è per questo che il centro di Milano si legge come una serie di cerchi e che le sue porte — Porta Venezia, Porta Romana, Porta Garibaldi — sono nodi di traffico con nomi più antichi delle strade.

La cattedrale, e sei secoli di un solo edificio

Il Duomo è il cantiere più longevo della città e il più istruttivo. Iniziato nel 1386 e formalmente completato nel 1965, è lungo 158,6 metri, largo 92 e alto 108, con cinque navate portate da quaranta pilastri. È stato costruito interamente in marmo di Candoglia, da cave che Gian Galeazzo Visconti donò in perpetuo alla fabbrica del Duomo: ed è per questo che un edificio durato 579 anni è rivestito di una sola pietra coerente.

La sua storia è il registro di chi ha tenuto la città. Leonardo da Vinci e Donato Bramante presentarono progetti concorrenti per il tiburio nel 1488; la facciata fu finalmente conclusa dopo che Napoleone ne ordinò il completamento nel 1805; e la Madonnina fu posta sulla guglia maggiore nel 1762, a 108,5 metri, su disegno di Giuseppe Perego. Le terrazze sono percorribili a piedi, il che ne fa una delle poche cattedrali in cui la struttura si possa esaminare dall'alto.

I canali, e la loro sparizione

I Navigli furono la risposta della città al non avere un fiume navigabile: una rete di canali, che risale almeno al Medioevo, che collegava Milano al Ticino e all'Adda e quindi al Po. Portavano merci fino al cuore della città, compreso il marmo della cattedrale. Oggi la rete urbana è quasi tutta invisibile — il tratto urbano del Naviglio Martesana fu coperto all'inizio degli anni Trenta, insieme a tutta la cerchia interna — e ciò che resta è il tratto meridionale intorno alla Darsena: ecco perché la zona dei Navigli sembra un frammento e non un sistema.

Ferro, vetro e Ottocento

La Galleria Vittorio Emanuele II è la dichiarazione più chiara della fiducia dell'Italia unita nella sua nuova capitale economica. Giuseppe Mengoni la progettò nel 1861 e fu costruita fra il 1865 e il 1877: quattro volte a botte larghe circa 14,5 metri e alte 8,5, che si incontrano sotto una cupola di circa 37,5 metri di diametro interno e 17,10 metri di altezza, con le strutture in ferro dell'Atelier Henry Joret e il vetro rigato di Saint-Gobain. È la più antica galleria commerciale italiana ancora in uso, e i mosaici dell'ottagono centrale portano gli stemmi delle tre capitali del Regno — Torino, Firenze e Roma — accanto a quello di Milano.

Bombardamenti, boom e torri

I bombardamenti alleati del 1943–1945 distrussero gran parte della città industriale e danneggiarono il centro, e il boom del dopoguerra riempì in fretta i terreni liberati. È la ragione per cui il centro di Milano alterna palazzi intatti e costruzioni degli anni Cinquanta e Sessanta sulla stessa via e non in quartieri separati, ed è anche il periodo in cui Milano produce i suoi edifici moderni più caratteristici. Più di recente l'Expo del 2015 ha spinto i complessi di Porta Nuova e CityLife e la riapertura della Darsena, dando alla città per la prima volta uno skyline alto.

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