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Milano

Milano historical timeline

Storia

La storia di Milano è la storia di un incrocio. Il sito non ha difese naturali né un porto, quindi la città non ha mai potuto sottrarsi agli eventi: ogni potenza che volesse controllare l'Italia settentrionale ha dovuto prendere questo luogo, e quasi tutte lo hanno fatto. Il risultato è una città che è stata capitale imperiale, comune indipendente, sede ducale, provincia spagnola, provincia austriaca, capitale napoleonica e infine motore economico d'Italia, ricostruendosi ogni volta sullo stesso terreno piatto.

Cronologia

  1. 590 a.C. circa — Gli Insubri, popolo celtico, fondano sul sito un insediamento chiamato Medhelanon. Fissa la posizione più che la città: un punto di raccolta nella pianura dove convergono le vie dai passi alpini. Non ne resta nulla di visibile, ma il tracciato delle strade del centro più antico si irradia ancora da lì intorno.
  2. 222 a.C. — Roma conquista l'insediamento e latinizza il nome in Mediolanum. L'urbanistica romana dà alla città la sua prima struttura vera, una griglia rettilinea con il foro all'incrocio. Quella griglia governa ancora le linee delle vie nel nucleo attorno al Duomo, ed è per questo che la parte più antica di Milano è più squadrata delle città medievali più a sud.
  3. — Mediolanum diventa capitale dell'Impero romano d'Occidente, e lo resta fino al 402. La città acquisisce l'apparato di una capitale imperiale: mura, circo, terme, palazzo. Le colonne superstiti di San Lorenzo e le basiliche paleocristiane sono l'eredità diretta di questo periodo, e sono le strutture più antiche in cui un visitatore possa ancora entrare.
  4. — L'imperatore Costantino emana l'editto di tolleranza noto come Editto di Milano, che pone fine alla persecuzione dei cristiani nell'impero. Fa di Milano un luogo fondativo per il cristianesimo europeo e sostiene l'autorità dei suoi vescovi successivi, anzitutto Ambrogio, di cui il rito liturgico della città porta ancora il nome.
  5. — Iniziano i lavori della cattedrale. Diventa il cantiere più longevo d'Italia e il fatto che organizza il centro: Gian Galeazzo Visconti dona in perpetuo le cave di Candoglia alla fabbrica del Duomo, ed è per questo che un edificio durato 579 anni è rivestito dello stesso marmo rosa-bianco dal primo corso all'ultimo.
  6. — Gian Galeazzo Visconti diventa primo duca di Milano. Il ducato trasforma il comune in una delle grandi potenze del Rinascimento italiano, con l'estensione territoriale e le entrate per costruire su scala imperiale. L'ambizione del Duomo e l'estensione dei navigli datano da questo consolidamento.
  7. — Francesco Sforza prende Milano dopo l'estinzione dei Visconti e il crollo della breve Repubblica Ambrosiana. La corte sforzesca porta in città Leonardo da Vinci e Donato Bramante. Il Cenacolo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, e i progetti concorrenti che i due presentarono nel 1488 per il tiburio della cattedrale, appartengono a questo momento.
  8. — La linea sforzesca si estingue e Milano passa agli Asburgo di Spagna. Seguono due secoli di governo provinciale, e le difese della città vengono ricostruite su un circuito molto più ampio. Le mura spagnole fissano la forma della città interna per trecento anni; la circonvallazione moderna ne segue il tracciato, ed è per questo che il centro di Milano resta leggibilmente circolare.
  9. 1706–1714 — Il dominio asburgico austriaco sostituisce quello spagnolo, confermato dai trattati di Utrecht e Rastatt. L'amministrazione austriaca è di tipo riformatore: ricostruisce le istituzioni cittadine, e sotto l'Austria aprono il Teatro alla Scala e nascono l'accademia di Brera e la sua raccolta di quadri. Due delle istituzioni culturali che definiscono Milano sono creazioni austriache.
  10. — Napoleone prende Milano e ne fa la capitale della Repubblica Cisalpina. Dopo quattordici secoli la città è di nuovo capitale, e viene rifatta per sembrarlo: nel 1805 Napoleone ordina di completare finalmente la facciata del Duomo, e vengono tracciati i viali e le scenografie della città napoleonica. L'Austria torna nel 1815 col Congresso di Vienna.
  11. 18–22 marzo 1848 — Le Cinque Giornate di Milano: la città insorge contro il dominio austriaco e per breve tempo scaccia la guarnigione. La rivolta fallisce, ma fa di Milano il centro simbolico dell'unificazione italiana e la misura della resistenza lombarda. I nomi delle strade e i monumenti della città risorgimentale commemorano queste cinque giornate più di ogni altro evento.
  12. — Viene proclamato il Regno d'Italia, dopo l'unione della Lombardia al Piemonte-Sardegna seguita alla battaglia di Solferino del 1859. Milano, ora dentro un mercato nazionale e al centro della sua rete ferroviaria, converte in una generazione l'unificazione politica in primato economico. La Galleria Vittorio Emanuele II, costruita dal 1865 al 1877, è la dichiarazione architettonica di quella fiducia.
  13. 1943–1945 — I bombardamenti alleati devastano i quartieri industriali e danneggiano il centro storico; Mussolini è giustiziato il 29 aprile 1945 e il suo corpo esposto in Piazzale Loreto. Le distruzioni liberano terreni che la città del dopoguerra riempie in fretta, ed è per questo che il centro di Milano alterna palazzi intatti ed edifici degli anni Cinquanta e Sessanta sulla stessa via invece che in quartieri separati.
  14. — La cattedrale è formalmente completata, 579 anni dopo la prima pietra. Nello stesso periodo la popolazione sale da 1,3 milioni nel 1951 a 1,7 milioni nel 1967 durante il miracolo economico, e apre la metropolitana. La Milano che un visitatore incontra — industriale, affollata, sicura di sé, veloce — si forma in gran parte in questi due decenni.
  15. — Una bomba nella Banca Nazionale dell'Agricoltura in Piazza Fontana uccide 17 persone e apre il decennio di violenza politica noto come anni di piombo. La piazza porta un memoriale, e l'episodio resta una parte viva e controversa della memoria cittadina più che storia conclusa.
  16. — Milano ospita l'Esposizione Universale, innesco della più grande trasformazione urbana dal boom del dopoguerra. Le torri di Porta Nuova e di CityLife, la Darsena riaperta alla testa dei Navigli e i collegamenti pubblici rifatti datano da questa spinta. È anche il momento in cui cambia di scala il numero dei visitatori, e nel 2026 la città coospita i Giochi olimpici invernali.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.

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