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Agrigento

Agrigento: Geografia e clima

Geografia

Agrigento sta sul versante meridionale della Sicilia, di fronte all'Africa e al mare aperto, e la sua forma spiega per intero l'impianto della città antica.

Due crinali e due fiumi

La città moderna sta a circa 230 metri su un'altura tra due corsi d'acqua, l'Akragas e l'Hypsas, che si uniscono più in basso e vanno al mare. Tra quell'altura e la costa corre un secondo crinale, più basso, orientato da est a ovest. I greci misero i santuari sulla cresta di quel crinale, dove si vedevano dal mare, e abitarono le pendici alle spalle. Per questo la Valle dei Templi non è una valle: i templi stanno su una linea di cielo, e le valli sono ai loro lati.

La pietra

Tutto l'altopiano è una calcarenite gialla e tenera, piena di conchiglie, che appena cavata si taglia come formaggio e all'aria indurisce. Fu estratta dal crinale stesso su cui i templi stanno: per questo le cave, i templi e il terreno hanno tutti lo stesso colore.

L'acqua sotto il crinale

L'altopiano è attraversato da ipogei, cunicoli greci scavati nella roccia per raccogliere e condurre l'acqua. Sono la ragione per cui una città di quelle dimensioni poté reggersi su un terreno arido, e alimentano ancora il giardino incassato della Kolymbethra, nato come vasca.

La costa

Il mare è a circa tre chilometri, a San Leone, quartiere balneare con una lunga spiaggia di sabbia. Più a ovest, oltre il porto di Porto Empedocle, la costa diventa le terrazze bianche della Scala dei Turchi, una falesia a gradoni di marna abbagliante sopra l'acqua blu.

L'entroterra

Alle spalle il terreno sale in colline aride e poco abitate di grano, mandorlo e olivo, storicamente terra di zolfo e oggi tra le più vuote della Sicilia.

Clima

Agrigento guarda a sud verso il mare d'Africa e ha uno dei climi più caldi e asciutti d'Italia.

Estate

Da giugno a settembre fa caldo con regolarità e praticamente non piove, con massime spesso tra i 31 e i 33°C in luglio e agosto e settimane di cielo sgombro. Il crinale prende una brezza di mare che l'interno non ha, quindi la città è più sopportabile dei paesi dell'entroterra; ma il parco archeologico è quasi privo d'ombra e attraversarlo a mezzogiorno in agosto è davvero duro.

Lo scirocco

Il vento dal Nordafrica è qui una caratteristica reale della costa, non una curiosità occasionale. Può spingere le temperature oltre i 40°C per giorni, soprattutto tra maggio e settembre, e arriva carico di polvere sahariana rossastra che si posa su tutto.

Inverno

L'inverno è mite e verde. Le massime di gennaio e febbraio si aggirano sui 15-16°C, a questa quota la gelata non esiste, e le colline rinverdiscono per poco prima di seccare di nuovo ad aprile. I mandorli fioriscono ai primi di febbraio: per questo la sagra cade allora.

Pioggia e acqua

Tra i 450 e i 500 millimetri l'anno, pochi perfino per la Sicilia, quasi tutti tra ottobre e febbraio e spesso in rovesci brevi e intensi. La siccità estiva è la norma e l'approvvigionamento idrico è un problema locale di lunga data.

Che cosa produce

Di questo clima vive la provincia: mandorle, olive, grano duro e uva da tavola, quest'ultima specialità di Canicattì, nell'interno. Tutto dipende dalla pioggia invernale, non dall'irrigazione estiva.

Il mare

Caldo da giugno a fine ottobre, il che rende San Leone utilizzabile per cinque buoni mesi l'anno, più a lungo di quasi ogni altro luogo d'Italia.

Habitat e biodiversità

Fauna e uccelli

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