
Vicenza
Vicenza historical timeline
Storia
Vicenza è stata ricostruita più volte sullo stesso cuneo di terra, e il cuneo è la ragione di tutto. Il Bacchiglione e il Retrone si incontrano all'estremità orientale del centro, e la lingua di terra fra i due è ciò che i Romani tracciarono, ciò che il comune medievale cinse di mura e ciò che i secoli veneziani riempirono con gli edifici per cui la città è oggi conosciuta. Nulla si è spostato di lato: ogni ricostruzione poggia sulla precedente. La prova più netta sta sotto piazza Duomo, dove il corridoio coperto di una casa romana è riemerso soltanto perché i bombardamenti alleati avevano portato via ciò che gli stava sopra.
Cronologia
- 157 a.C. Vicetia è un centro romano a pieno titolo, nella pianura fra i due fiumi. Ciò che ne resta sta sotto la città successiva, non accanto: il foro sotto palazzo Trissino, il teatro a Berga, l'acquedotto in località Lobbia.
- Ottone III consegna al vescovo il governo della città. Per i tre secoli seguenti il potere si concentra all'estremità della cattedrale, ed è la ragione per cui il peso istituzionale della Vicenza medievale sta attorno a piazza Duomo e non attorno alla piazza del mercato.
- Vicenza si sottomette agli Scaligeri di Verona. A loro si devono le mura trecentesche e la trasformazione in torre del campanile della basilica dei Santi Felice e Fortunato: le mura disegnano tuttora il margine del centro, e quella torre è la cosa più vistosa che vi abbiano lasciato in piedi.
- Vicenza passa alla Repubblica di Venezia e resta veneziana per 393 anni. La stabilità, e le famiglie proprietarie terriere che volevano vederla esibita, producono la domanda che un solo architetto avrebbe impiegato una carriera a soddisfare.
- Il consiglio cittadino approva il progetto di Andrea Palladio per il palazzo della Ragione, ormai instabile. I lavori alle logge cominciano nel maggio 1549 e finiscono solo nel 1614, trent'anni dopo la sua morte. La basilica palladiana è un involucro classico adattato a una scatola medievale fuori squadra, ed è la ragione dell'aspetto di piazza dei Signori.
- Palladio pubblica a Venezia I quattro libri dell'architettura. Le tavole ritraggono in larga parte edifici che stanno a Vicenza e attorno a Vicenza: è per questo che la città si legge come il catalogo di uno stile e non come un luogo che una volta assunse un buon architetto.
- Il Teatro Olimpico viene avviato in febbraio; Palladio muore in agosto e Vincenzo Scamozzi lo porta a termine. Si inaugura il 3 marzo 1585 con l'Edipo re di Sofocle, e le strade in prospettiva forzata che Scamozzi costruì per quell'unica sera non sono mai state smontate.
- Cade la Repubblica di Venezia e Vicenza cade con lei: prima ducato francese, poi Impero austriaco dal 1814. La città smette di essere una capitale di provincia che costruisce e diventa una che viene amministrata, ed è il motivo per cui così poco del centro è posteriore a Palladio.
- I bombardamenti alleati fanno di Vicenza la città più danneggiata del Veneto. L'incursione del 17-18 novembre uccide più di 500 persone nel solo quartiere di San Bortolo; la campagna va dalla notte di Natale del 1943 alla primavera del 1945 e costa oltre 2.000 vittime civili.
- L'UNESCO iscrive la città, estendendo nel 1996 il riconoscimento alle ville palladiane del Veneto. È la ragione per cui le facciate del centro sono oggi mantenute come un insieme unico e non edificio per edificio.
Che cosa è sopravvissuto, e come
Il centro che si vede oggi è in buona parte una ricostruzione. La perdita più grave fra i monumenti arriva il 18 marzo 1945, quando una bomba incendiaria distrugge la copertura originale della basilica palladiana; fu rifatta nelle forme antiche nell'immediato dopoguerra, con il legname donato dall'Altopiano dei Sette Comuni. I bombardamenti resero però alla città un servizio involontario: sgombrando gli edifici di piazza Duomo portarono alla luce il criptoportico di una casa romana che stava sotto la piazza senza che nessuno lo sapesse, e che è oggi l'interno romano più completo in cui si possa entrare in città.
La minaccia permanente è l'acqua, non il fuoco. Fra il 31 ottobre e il 2 novembre 2010 il Bacchiglione e il Retrone ruppero entrambi gli argini e misero sott'acqua circa un quinto di Vicenza; la rotta al ponte degli Angeli tagliò l'accesso orientale al centro storico. Il Comune contò circa 6,5 milioni di euro di danni a monumenti, strade ed edifici pubblici.
Verificato su Wikipedia, settembre 2026.