Skip to content
Illustrazione stilizzata di Venezia - Goparoo

Venezia

Venezia: Geografia, clima e natura

Geografia

Venezia occupa più di 100 piccole isole all'interno della Laguna Veneta, uno specchio d'acqua poco profondo separato dal mare Adriatico aperto da una catena di isole barriera, tra cui il Lido. Il centro storico è diviso in sei sestieri (quartieri) -- Cannaregio, Castello, San Marco, San Polo, Santa Croce e Dorsoduro -- collegati tra loro da circa 400 ponti su un centinaio e mezzo di canali.

La città stessa non ha alcuna base rocciosa naturale; i suoi edifici poggiano su pali di legno conficcati in profondità nell'argilla e nel fango della laguna, una tecnica usata fin dai primi insediamenti veneziani. L'ecologia stessa della laguna -- flussi di marea, sedimenti e una rete di canali mantenuti navigabili da secoli di dragaggio -- ha plasmato la crescita della città quanto qualsiasi architetto.

Clima

Venezia ha estati calde e umide e inverni freschi e umidi. La laguna modera le temperature ma aumenta l'umidità; la nebbia è più frequente nei mesi freddi e il caldo estivo può risultare intenso nelle calli chiuse e poco ombreggiate.

L'acqua alta è un evento temporaneo prodotto dall'interazione tra maree, pressione atmosferica e venti sull'Adriatico. È più frequente dall'autunno all'inizio della primavera e interessa per prime le zone basse come Piazza San Marco. Le condizioni possono cambiare in poche ore, quindi le previsioni di marea comunali sono più utili di una regola stagionale generale.

Le barriere del MOSE impediscono oggi a molte maree eccezionali previste di entrare in laguna, ma non eliminano ogni allagamento locale né i rischi a lungo termine legati all'innalzamento del mare, alla subsidenza e all'erosione lagunare.

Habitat e biodiversità

L'habitat è la laguna, e la città ne è una piccola parte. Si estende su circa 550 chilometri quadrati, dei quali solo l'otto per cento circa è terra; un altro undici per cento è acqua libera e canale in permanenza, e i restanti quattro quinti sono piane di marea, bassifondi e barene. È quest'ultima cifra a contare, perché significa che la laguna è soprattutto una superficie che compare e scompare due volte al giorno.

Le barene -- le paludi salmastre che stanno appena sopra la marea -- sono l'habitat strutturale. Smorzano l'energia delle onde, tengono fermi i canali e sostengono la vegetazione alofila che nell'alto Adriatico non trova altrove questa scala. Dove le barene si perdono, la laguna si appiattisce in acqua libera e smette di funzionare da laguna.

Tre bocche di porto collegano il sistema al mare, a Lido, Malamocco e Chioggia, ed è ciò che rende il tutto soggetto a marea invece che stagnante. Le stesse tre ospitano ora le paratoie del MOSE, ed è la tensione con cui la laguna convive: lo scambio che la tiene viva è anche la via per cui l'acqua alta entra in città.

Le pressioni sono antiche e quasi tutte umane. L'emungimento di acqua dal sottosuolo fra Ottocento e Novecento ha aggravato la subsidenza; la pesca meccanica delle vongole ha lacerato il fondale; le fioriture algali di fine anni Ottanta furono abbastanza gravi da cambiare l'ecosistema; e la laguna resta uno dei principali punti d'ingresso di specie aliene nel Mediterraneo. Di contro, fra il 1987 e il 2003 le fanerogame hanno ricolonizzato naturalmente parte della laguna: la prova più chiara che il sistema si riprende quando la pressione cala.

Fauna e uccelli

La fauna lagunare è soprattutto avifauna, ed è al meglio nei mesi in cui la città è più tranquilla. I bassifondi sono una tappa sulla rotta fra il nord Europa e l'Africa, sicché autunno e inverno concentrano limicoli e anatidi sulle velme in numeri che l'estate non mostra mai: piovanelli, piro piro, pettegole e chiurli che lavorano la linea di marea, con gli aironi fermi nei canali alle loro spalle.

Valle Averto, nella laguna sud, è il luogo in cui questo è riconosciuto formalmente: è zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar dal 1989, estesa ai suoi cinquecento ettari nel 1993. Vi nidificano folaghe, germani, alzavole, mestoloni, codoni e moriglioni insieme agli aironi, e vi transitano fenicotteri, falchi e albanelle.

È anche una valle da pesca, uno dei bacini chiusi ricavati dalla laguna nel corso dei secoli. Vale la pena capirle invece di liquidarle: sono un paesaggio gestito e produttivo che si dà il caso sia fra gli habitat per uccelli più importanti del Mediterraneo, e gli uccelli ci sono grazie alla gestione, non malgrado essa.

Sott'acqua la laguna ospita un numero di specie ittiche insolito per uno specchio d'acqua di queste dimensioni. Quella da conoscere è il gò (Zosterisessor ophiocephalus), il ghiozzo che dà a Venezia il risotto de gò -- e che è ormai raro in laguna, il che dice quasi tutto sullo stato delle cose.

← Torna alla panoramica di Venezia