Bologna
Bologna historical timeline
Storia
La storia di Bologna è la storia di un nodo e di un'università. Il sito controlla il punto in cui le vie che valicano l'Appennino incontrano la pianura padana, e per questo è stato disputato fin dagli etruschi; e la fondazione dell'università nel 1088 le diede un secondo tipo di importanza, che è sopravvissuto a ogni assetto politico attraversato dalla città. Indipendenza comunale, governo pontificio, riorganizzazione napoleonica e unità hanno lasciato l'università al suo posto, ed è ancora l'istituzione che definisce la città.
Cronologia
- fine VI secolo a.C. — Gli etruschi fondano Felsina sul sito. Fissa la posizione più che la città: l'ultimo terreno asciutto e difendibile prima delle colline, sulla via fra la pianura e i passi. Non ne resta nulla in superficie, ma il Museo Civico Archeologico conserva le sue sepolture ed è dove la città etrusca si incontra davvero.
- 196 a.C. — Roma fonda la colonia di Bonōnia e vi fa passare la Via Emilia. La strada romana diventa l'asse centrale della città e lo resta: l'allineamento moderno di via Rizzoli e via Ugo Bassi è il decumano, ed è per questo che il nucleo di Bologna è una griglia mentre gli anelli esterni sono medievali.
- — Viene fondata l'università, che diventa la più antica al mondo ancora in attività. Cambia la funzione della città. Arrivano studenti da tutta Europa e servono alloggi, e questo crea la domanda che produce i portici; la città acquisisce una popolazione permanente, mobile e litigiosa che non ha mai perso.
- XII–XIII secolo — La grande stagione delle torri. Le famiglie bolognesi in competizione ne alzano circa centottanta, di cui sopravvive una ventina. Erano insieme prestigio e difesa. Le Due Torri in piazza di Porta Ravegnana sono ciò che resta di quello skyline, ed entrambe pendono.
- — La Pace di Costanza lascia a Bologna un'autonomia effettiva, e la città si governa come libero comune. È il periodo che costruisce il centro civico che un visitatore attraversa: Piazza Maggiore, i palazzi comunali, l'inizio di San Petronio come dichiarazione d'indipendenza più che come cattedrale.
- — Nella battaglia di Fossalta Bologna sconfigge l'esercito imperiale modenese e cattura re Enzo, figlio dell'imperatore Federico II. Viene tenuto in città, comodamente, fino alla morte. Il Palazzo Re Enzo in Piazza Maggiore prende il nome da quella prigionia e la porta ancora.
- — Iniziano i lavori di San Petronio, pensata per essere più grande di San Pietro a Roma. Non viene mai finita, e questo è il punto: la metà inferiore della facciata è rivestita di marmo e quella superiore è laterizio nudo ancora oggi, registro permanente di un'ambizione civica che superò i mezzi della città e la pazienza papale.
- — Il dominio dei Bentivoglio si consolida, e Bologna passa quasi un secolo sotto una sola famiglia, come altri stati rinascimentali italiani. Il periodo lascia alla città i suoi palazzi rinascimentali e la sua pittura, e finisce di colpo.
- — Papa Giulio II entra in città in trionfo e Bologna entra nello Stato della Chiesa. Seguono tre secoli di governo pontificio: conservatore e stabilizzante più che brillante. La città smette di espandersi verso l'esterno, ed è in buona parte il motivo per cui il suo centro medievale è sopravvissuto così integro.
- — Napoleone entra a Bologna, chiude il governo pontificio e riorganizza le istituzioni su modello francese. I beni ecclesiastici vengono redistribuiti e l'università ristrutturata. Il governo papale torna dopo il 1815, ma il periodo lascia alla città un appetito più acuto di autogoverno.
- 11–12 marzo 1860 — Bologna vota per entrare nel nuovo Regno d'Italia, chiudendo definitivamente il governo pontificio. La città entra in un mercato nazionale con la sua posizione di nodo intatta, e le conseguenze sono immediate e materiali.
- — Apre la ferrovia per Firenze, l'anno dopo la linea Napoli–Roma. Bologna diventa il cardine della rete italiana, ruolo che mantiene ancora. Tutto della città moderna — le dimensioni di Centrale, l'industria, le fiere — deriva dall'essere il luogo in cui le linee si incrociano.
- — I bombardamenti alleati cominciano seriamente, con obiettivo la ferrovia. Le incursioni del 25 settembre uccidono 2.481 persone. I danni alla città sono gravi e lo scalo merci è distrutto. La ricostruzione è il motivo per cui in alcune strade del centro portici medievali e riempimenti del dopoguerra stanno insieme.
- — Le forze della Resistenza entrano a Bologna e la città è liberata. La guerra partigiana bolognese fu fra le più organizzate d'Italia, e la memoria non è decorativa: la cultura politica che ha dato alla città il soprannome di rossa nasce direttamente da lì, e il muro dei nomi a Palazzo d'Accursio è il registro che la città tiene di sé.
- — Una bomba nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna Centrale uccide 85 persone e ne ferisce circa duecento: l'attentato più grave degli anni della violenza politica italiana. L'orologio della stazione è tenuto fermo all'ora dell'esplosione e una lapide elenca le vittime. Chi arriva in treno passa davanti al memoriale.
- — I Portici di Bologna vengono iscritti nella lista del patrimonio mondiale UNESCO con il criterio (iv). Formalizzano ciò che la città sapeva da sempre: che 38 chilometri di cammino pubblico coperto, nati come politica abitativa medievale per studenti, sono la cosa più caratteristica che ha. Due anni dopo vengono iscritte anche le grotte nel gesso dei Gessi Bolognesi, nelle colline a sud-est della città, con un criterio naturalistico.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
