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Friuli-Venezia Giulia - Goparoo

Friuli-Venezia Giulia

Friuli-Venezia Giulia: Geografia, clima e natura

Geografia

La regione si divide in tre fasce distinte. A nord è alpina -- le Alpi Giulie lungo il confine sloveno e le Alpi Carniche più a ovest -- con vera neve invernale e una genuina economia di montagna. Dietro Trieste si trova il Carso, un altopiano calcareo pieno di grotte e doline che dà il nome al termine geologico «carsismo» usato in tutto il mondo per questo tipo di terreno. A sud è pianeggiante: la pianura friulana arriva fino a un breve litorale adriatico, con le lagune di Grado e Lignano che offrono le principali località balneari della regione.

Trieste stessa sorge dove il Carso incontra il mare, in una stretta striscia di territorio italiano compressa tra l'altopiano e il Golfo di Trieste -- una posizione che spiega sia il suo valore storico come porto per l'Europa centrale priva di sbocco al mare, sia la sua esposizione alla Bora, un vento forte e freddo che scende dall'altopiano.

Clima

Le Alpi Giulie e Carniche a nord hanno un vero clima di montagna, con inverni freddi e neve affidabile in quota. La pianura e la costa friulana sono più miti, con un clima simile al resto dell'alto Adriatico. Trieste si trova nel mezzo -- generalmente mite, ma esposta alla Bora, un vento forte, freddo e a raffiche che scende dall'altopiano del Carso e può interrompere traghetti e programmi all'aperto per giorni di fila, più spesso in inverno.

Dove Alpi, carso e Adriatico si incontrano

Poche regioni di pari estensione racchiudono altrettanti ambienti distinti. Nel giro di un centinaio di chilometri le Alpi Giulie e Carniche lasciano il posto a un altopiano calcareo, poi alla laguna e al mare aperto, e le specie di ciascuno di quei mondi si sovrappongono nei punti di contatto.

Il Carso, l'altopiano alle spalle di Trieste, ne è l'esempio più evidente: sullo stesso versante convivono macchia mediterranea e piante alpine e steppiche, e le doline che bucano il calcare trattengono sacche d'aria fredda dove specie di montagna sopravvivono a bassa quota. L'altopiano è traforato di grotte, fra cui la Grotta Gigante, e il sistema idrico sotterraneo ospita una fauna cavernicola specializzata, compreso il proteo, l'anfibio cieco delle acque carsiche.

Sulla costa, le lagune di Marano e Grado formano una delle zone umide più importanti dell'alto Adriatico, un mosaico di banchi di sabbia, canneti e bassi fondali. La riserva marina di Miramare protegge un breve tratto di fondale roccioso alle porte di Trieste. Verso l'interno e a nord, il parco naturale delle Prealpi Giulie e la vasta foresta di Tarvisio salgono fino ai confini austriaco e sloveno, in continuità con le aree protette dei due Paesi.

Grifoni, orsi di ritorno e uccelli di laguna

L'avvistamento più noto della regione è la colonia di grifoni della riserva del lago di Cornino, presso Forgaria: ricostituita a partire da pochi esemplari superstiti, conta oggi diverse centinaia di individui. I grifoni si spostano su un ampio raggio nelle Prealpi e si vedono con regolarità anche lontano dalla riserva.

Le foreste settentrionali sono uno dei luoghi in cui i grandi carnivori stanno tornando in Italia da est. Gli orsi bruni arrivano dalla Slovenia e sono presenti in numero contenuto ma ormai stabile intorno a Tarvisio, la lince viene segnalata di tanto in tanto e il lupo ha ricolonizzato le valli più alte. L'aquila reale nidifica nelle Alpi Giulie, mentre camosci e stambecchi occupano le quote sopra il limite del bosco.

Le lagune sono il grande habitat per l'avifauna: importanti sia per la nidificazione di aironi, garzette e sterne sia come quartiere di svernamento per anatre e limicoli lungo la rotta adriatica. Da qualche decennio i fenicotteri sono una presenza abituale sulle secche. La riserva dell'Isola della Cona, alla foce dell'Isonzo, è il punto migliore da cui osservarli e ospita una mandria di cavalli camarguesi che pascolano nei prati umidi.

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