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Cattedrale di Anagni in Anagni - Goparoo

Cattedrale di Anagni

Cattedrale di Anagni caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026
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Cattedrale di Anagni site plan

La chiesa

La cattedrale sta in cima ad Anagni con i suoi tre ingressi rivolti a oriente, in un muro crudo e massiccio quasi privo di ornamento: all'esterno l'edificio sceglie di sembrare forte, non ricco. Accanto all'ingresso di sinistra, dietro una grata, c'è un affresco trecentesco di Madonna in trono fra santa Caterina della Rota e sant'Antonio Abate. Il lato occidentale è l'altra faccia dell'edificio, e la migliore: tre absidi che si sporgono sopra una scalinata. Il campanile romanico è alto 30 metri e si apre salendo in monofore, bifore e trifore; nel 1938 vi fu installato all'interno un castello di ferro a sostenere cinque campane.

La chiesa

Dentro, una navata centrale e due laterali, opera dei maestri comacini. La prima cosa che vale un'occhiata è il pavimento: mosaico cosmatesco eseguito nel 1231 dai Cosmati, la famiglia romana di marmorari il cui nome designa ormai l'intera tecnica. Sopra la porta centrale, sul lato interno, una lunetta con la Madonna col Bambino fra san Magno e santa Secondina, della fine del Duecento.

Nell'abside maggiore stanno tre opere del Vassalletto, volute dal vescovo Landone: una colonna tortile intarsiata a mosaico per il cero pasquale, la cattedra vescovile e il ciborio sull'altare. Sopra, gli Apostoli corrono lungo la parete absidale, ciascuno con il proprio attributo, dipinti dal Borgogna nel Seicento, e più in alto i santi venerati ad Anagni, l'Annunciazione e l'Eterno Padre di Pietro e Giovanni Gagliardi. Nell'abside di sinistra i discepoli di Emmaus e gli angeli adoranti; in quella di destra il matrimonio di san Giuseppe con la Vergine e il transito di san Giuseppe.

La cripta

Vi si scende da un vano scala sul fianco sinistro della chiesa. È dedicata a san Magno, patrono della città, e fu costruita insieme alla chiesa soprastante. Archi romanici bassi si incrociano e si rincorrono sopra un pavimento cosmatesco originale, e ogni superficie al di sopra di quel pavimento è dipinta: 540 metri quadrati, su ventuno volte e sulle pareti fra l'una e l'altra.

Negli altari stanno i corpi: san Magno, sante Aurelia e Noemisia, santa Secondina, e reliquie di santa Oliva, san Sebastiano, san Cesario e altri martiri. Un passaggio stretto conduce all'oratorio di san Tommaso Becket.

Punti salienti

Gli affreschi della cripta

Dipinti dall'inizio del XII secolo e conclusi, secondo la fonte italiana, entro il : 540 metri quadrati di pittori ignoti appartenenti a tre botteghe distinte, noti come Primo Maestro o Maestro delle traslazioni, Secondo Maestro o Maestro Ornatista e Terzo Maestro o Maestro di Anagni, a quest'ultimo riferiti anche gli affreschi dell'Aula Gotica dei Santi Quattro Coronati a Roma. Le ventuno volte portano scene dell'Antico e del Nuovo Testamento, fra cui la storia dell'Arca dell'Alleanza e l'Apocalisse; le pareti i miracoli di san Magno e le vite dei santi sepolti negli altari sottostanti.

Il ciclo della creazione, con Ippocrate e Galeno

La cosa rara della cripta. Un ciclo espone la creazione del mondo come unione proporzionale dei quattro elementi e dell'uomo, microcosmo dentro il macrocosmo, e mette nella pittura i medici Ippocrate e Galeno accanto alla teoria platonica degli elementi. Materia medica e filosofica, su un soffitto di chiesa, nel Duecento.

Il pavimento della cripta

Posato fra il 1224 e il 1231 da Cosma di Jacopo di Lorenzo con i figli Jacopo e Luca, ed è tuttora quello originale.

Il pavimento della chiesa

, mosaico cosmatesco dei Cosmati, i marmorari romani il cui cognome è diventato il nome della tecnica.

Le tre opere del Vassalletto nell'abside

La cattedra vescovile, il ciborio sull'altare maggiore e una colonna tortile intarsiata a mosaico per il cero pasquale, tutte volute dal vescovo Landone. Le fonti non concordano sull'anno: la versione italiana le data al 1263, quella inglese data il ciborio al 1267.

La lunetta sopra la porta centrale

Fine XIII secolo, sulla faccia interna: la Madonna col Bambino fra san Magno e santa Secondina, i due santi i cui corpi riposano nella cripta sottostante.

L'oratorio di san Tommaso Becket

Si raggiunge da uno stretto passaggio che si apre sulla cripta, ed è affrescato con storie della Genesi, altri episodi biblici, santi e figure umane, fra cui una sinopia templare appena abbozzata, il disegno preparatorio lasciato a vista.

Il campanile

Romanico, alto 30 metri, con monofore, bifore e trifore impilate man mano che sale. Restaurato nel , quando vi fu costruito dentro un castello di ferro per reggere il peso di cinque campane.