Skip to content
Museo dell’Ara Pacis in Roma - Goparoo

Museo dell’Ara Pacis

Museo dell’Ara Pacis caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026
7.6 /10
Valutazione complessiva
/10
traveler ratings
Valuta
Museo dell’Ara Pacis site plan

Il museo

L'Ara Pacis è una scatola di marmo bianco dentro una di vetro. Il monumento è un altare sacrificale centrale racchiuso da muri di recinto in marmo lunense, su un podio e con ingresso da occidente, e sta dentro una sala illuminata a giorno di vetro e acciaio sul lungotevere: così se ne percorre tutto il perimetro esterno prima di entrarvi.

I muri esterni portano due registri, facili da distinguere. Il registro inferiore è un fregio vegetale: una fascia continua di girali d'acanto popolati di animali, densa e a basso rilievo. Sopra corre la parte famosa: una processione con membri dei principali collegi sacerdotali, magistrati romani che portano i fasci, inservienti e membri identificabili della famiglia imperiale, in movimento in un'unica direzione lungo la parete.

Si passa l'apertura e la decorazione cambia registro del tutto. I muri interni del recinto portano un fregio di bucrani — teschi di bue — alternati a ghirlande di frutta e fiori, con la parte bassa dell'interno trattata in modo diverso ancora. È l'interno di un recinto, non l'esterno di un edificio.

L'altare stesso, al centro, è la cosa più danneggiata. Conserva frammenti di scene che illustrano la lex arae, le regole dei sacrifici che vi si compivano.

Un pannello vale la pena di essere cercato a parte. Un pannello mitologico ben conservato mostra una figura femminile seduta circondata da bambini, vegetazione e personificazioni delle brezze: la composizione figurata più completa del monumento.

Ciò che si guarda è una ricostruzione fatta contro una scadenza, e si vede. L'altare fu decretato dal Senato romano il 4 luglio del 13 a.C. per onorare il ritorno di Augusto, e stava nell'angolo nord-orientale del Campo Marzio, alla periferia nord della città, finché non fu sepolto sotto 4 metri di limo. Alcuni frammenti riemersero nel 1568 sotto un palazzo; Friedrich von Duhn identificò i rilievi come appartenenti all'Ara Pacis fra il 1879 e il 1881; lo scavo riprese nel 1903. Poiché il rimontaggio doveva essere completato entro il 23 settembre 1938 e sopravviveva solo materiale antico e documentazione limitati, molto di ciò che tiene insieme le sculture superstiti è moderno. Le suture si vedono, se le si cerca.

L'edificio attorno è la seconda cosa su cui si discute. Nel 1938 l'altare ricostruito fu collocato presso il Mausoleo di Augusto dentro un padiglione di Vittorio Ballio Morpurgo, noto a Roma come teca del Morpurgo. Quella fu abbattuta nel 2006 e sostituita dall'attuale struttura di vetro e acciaio, progetto di Richard Meier, che suscitò nuove polemiche e critiche sia fra i romani sia fra gli osservatori stranieri. Qualunque sia il giudizio, la luce che getta sul marmo fa ormai parte dell'esperienza.

In pratica: il museo è sul Lungotevere in Augusta, aperto ogni giorno 9.30-19.30 con ultimo ingresso un'ora prima della chiusura, e il biglietto del solo museo costa 14,00 euro, oppure 8,50 ridotto.

Punti salienti

I fregi processionali

Le lunghe pareti nord e sud mostrano la cerimonia di Stato per la dedicazione dell’altare. Fra i partecipanti ci sono membri dei principali collegi sacerdotali, magistrati con i fasci e membri riconoscibili della casa imperiale: Augusto, Agrippa, Livia, Tiberio e Giulia. Donne e bambini compaiono in primo piano, una novità notevole rispetto ai monumenti pubblici romani precedenti, e gli studiosi leggono i bambini come rafforzamento delle riforme morali e familiari di Augusto.

Il pannello della dea contesa

Una figura femminile seduta circondata da bambini, vegetazione e personificazioni di brezze, piante e animali, identificata di volta in volta con Pax, Italia, Venere o Tellus. Il disaccordo non è una lacuna documentaria: è una discussione aperta su che cosa l’altare affermi principalmente.

I girali vegetali

Il registro inferiore della parete esterna del recinto: un fregio continuo di girali d’acanto popolato di animali, uccellini, insetti e creature mitologiche, letto di solito come crescita, abbondanza e prosperità rivendicate dal governo di Augusto. È l’intaglio tecnicamente più notevole del monumento e il più facile da oltrepassare senza guardarlo.

L’intaglio a tavole all’interno

Entrate e la faccia interna della stessa parete è un altro monumento: bucrani — teschi di bue — alternati a ghirlande, e una fascia inferiore tagliata a imitare tavole di legno. Quell’imitazione collega l’altare agli altari più antichi posti ai confini del pomerium di Roma, ed è una rivendicazione di pratica ancestrale più che una scelta decorativa. Cercate le tavole all’esterno e troverete solo tralci.

I frammenti della lex arae

Sull’altare centrale, scene che fissano le regole dei sacrifici che vi si compivano, con inservienti che conducono animali: le istruzioni operative del monumento più che il suo messaggio.

Il padiglione di Richard Meier

L’edificio del 2006 che racchiude l’Ara Pacis: una struttura in vetro e acciaio sul sito della teca mussoliniana, molto più grande, e divisa in più sale oltre a quella dell’altare. Si guarda gratuitamente dal Lungotevere e da piazza Augusto Imperatore.