
Terme di Caracalla
Terme di Caracalla Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026Caratteristiche del Sito
L’asse centrale
Calidarium, tepidarium, frigidarium, natatio: caldo, tiepido, freddo e poi la piscina scoperta, in un’unica linea. Percorretelo nell’ordine e la rovina si ricompone in un edificio. La natatio era l’unico ambiente senza copertura.
Le gallerie sotterranee
Si conservano circa due chilometri di gallerie di servizio, larghe abbastanza per i carri: depositi di legname, i forni e le caldaie dell’impianto di riscaldamento, l’impianto idrico e un mulino. Centinaia di schiavi e operai specializzati tenevano in moto la macchina, invisibili a chi stava sopra.
Il Mitreo
Uno dei più grandi conservati a Roma, parte integrante del complesso e non un’aggiunta, con la fossa sanguinis usata nei rituali d’iniziazione ancora riconoscibile. La sua presenza dice quanto la famiglia dei Severi — originaria di Leptis Magna, in Africa — fosse vicina ai culti orientali.
La Domus di Vigna Guidi
Una casa anteriore alle terme, scoperta sul lato sud-est fra il 1858 e il 1869, riscavata dal 1970 e restituita all’esposizione nel 2022. Il suo sacello è un unicum autentico: le divinità egizie Anubi, Iside e forse Osiride rappresentate insieme, di fronte a Giove, Giunone e Minerva. È compresa nel biglietto ordinario, ma chiude nei giorni molto affollati, come la prima domenica del mese, per proteggere gli affreschi.
Le biblioteche e il recinto
Due biblioteche simmetriche all’estremità sud del recinto esterno, con le latrine a est e a ovest e le cisterne sul retro. Il recinto serviva al passeggio, alla meditazione e allo studio: la parte di una terma romana che il visitatore moderno meno si aspetta.
Quel che è uscito, e dove è finito
Il Toro Farnese e l’Ercole Farnese vengono da queste rovine. I mosaici trovati nello scavo del 1824 sono ai Musei Vaticani. Il sito è magnifico e in gran parte spogliato, e saperlo cambia il modo di leggerlo.
Il palco dell’opera
Il calidarium fu la sede estiva del Teatro dell’Opera di Roma dal 1937 al 1993, e qui si tenne il primo concerto dei Tre Tenori nel 1990. L’opera è tornata nel 2001, ora su un palco mobile temporaneo esterno alla struttura principale per non gravare sulle strutture antiche.