
Tarquinia
Tarquinia: costruzione e trasformazioni nel tempo
Tarquinia fu costruita tre volte, in tre luoghi, e quella separazione è la chiave per capire il sito.
La città etrusca sorgeva sul pianoro della Civita, a nord-est dell'abitato moderno. Dallo scorcio del X secolo a.C. crebbe fino a diventare uno dei maggiori centri protourbani d'Etruria, con l'insediamento principale lì e un villaggio satellite sui Monterozzi.
Quel villaggio satellite fu poi sepolto dai morti. Il pianoro dei Monterozzi divenne la necropoli, e vi sono state censite oltre seimila tombe di ogni epoca, circa quattrocento delle quali ipogei dipinti scavati nella roccia e raggiunti da pozzi a gradini.
Nel IV secolo a.C., durante la rinascita legata agli Spurinna, la città si cinse di poderose mura in blocchi di macco estese per circa otto chilometri, erette in risposta alle minacce dei Celti e di Roma.
Sulla costa, l'emporio di Gravisca fu costruito come porto commerciale della città, con un santuario che serviva i mercanti greci d'Oriente.
L'abitato moderno è il terzo sito: un borgo medievale di colle a 133 metri sopra il Marta, che portò il nome di Corneto fino al 1872 e sta separato sia dalla città antica sia dal suo cimitero.