
Tarquinia
Scopri Tarquinia
Un'introduzione concisa a Tarquinia, alla sua geografia, storia e cultura.
Introduzione
Tarquinia è un comune di circa 15.800 abitanti della provincia di Viterbo, nel Lazio. Si trova a 133 m d'altitudine su un colle dominante da sinistra il basso corso del fiume Marta, presso la via Aurelia, nella Maremma laziale non distante dalla Toscana.
È celebre per le sue necropoli etrusche, che contengono alcune delle più importanti tombe dipinte del mondo antico, ed è patrimonio dell'umanità UNESCO come parte delle Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia: la necropoli dei Monterozzi è iscritta dal 2004.
La geografia della città antica conta e sorprende. La città antica sorgeva sul pianoro della Civita, a nord-est dell'abitato attuale, dal quale la separa il pianoro dei Monterozzi, sede della grande necropoli. L'abitato moderno è un terzo sito, non costruito sopra quello antico.
Tarquinia fu una delle principali città della dodecapoli etrusca, e la tradizione antica le assegnava un ruolo fondativo per l'intera civiltà: a Tarconte, eroe eponimo, si attribuiva la fondazione della città e della stessa dodecapoli, e nelle campagne tarquiniesi si collocava l'apparizione di Tagete, il fanciullo dal sapere di vecchio che rivelò agli Etruschi la disciplina. Per questo gli antichi consideravano Tarquinia la culla della religione etrusca.
Il nome moderno è recente. Il paese fu Corneto fino al 1872, poi Corneto Tarquinia, e prese il nome attuale nel 1922 dall'antica città.
Domande frequenti
Perché Tarquinia è importante? Per le sue necropoli etrusche, che contengono alcune delle più importanti tombe dipinte del mondo antico.
È patrimonio UNESCO? Sì. È patrimonio dell'umanità come parte delle Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia; la necropoli dei Monterozzi è iscritta dal 2004.
Quante tombe ci sono? Oltre seimila di ogni epoca sono state censite sui Monterozzi, di cui circa quattrocento ipogei dipinti fra l'età arcaica e l'ellenismo.
Si possono vedere tutte? No. L'accesso è limitato e a rotazione per conservazione, perché le pitture sono sensibili all'umidità.
Dov'era la città antica? Sul pianoro della Civita, a nord-est dell'abitato moderno, separata da esso dal pianoro dei Monterozzi con la necropoli. L'abitato moderno non è costruito sopra quello antico.
Che cosa cambiò attorno al 530 a.C.? La pittura funeraria fu rinnovata dall'arrivo di pittori ionici in fuga dall'Asia Minore conquistata dai Persiani.
Qual è il legame con Roma? La tradizione colloca qui Demarato di Corinto, padre di Tarquinio Prisco; da Tarquinia la dinastia dei Tarquini mosse alla conquista del potere a Roma. Dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo nel 509 a.C., la città ne sostenne i tentativi di ritorno.
Perché è detta culla della religione etrusca? Perché nelle campagne tarquiniesi si collocava la rivelazione della disciplina da parte di Tagete, il fanciullo dal sapere di vecchio. Numerosi riti romani derivavano dalla città, e vi esisteva un collegio di sessanta aruspici ancora in età imperiale.
Si è sempre chiamata Tarquinia? No. Fu Corneto fino al 1872, poi Corneto Tarquinia, e fu rinominata Tarquinia nel 1922 dall'antica città.
Che cos'era Gravisca? L'emporio costiero della città, frequentato da mercanti greci d'Oriente, il cui santuario ha restituito dediche greche ad Afrodite, Hera e Apollo.
Come ci si arriva? Presso la via Aurelia da Roma, con una stazione sulla linea costiera Roma-Grosseto sotto il paese.
E se non riesco a fare le scale? Visitate il museo archeologico nazionale in paese, dove sono esposte pitture staccate e corredi.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.