Palazzo Comunale di Alba
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Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2026Introduzione
Il Palazzo Comunale di Alba è un edificio storico e la sede municipale della città di Alba, in Piemonte. Sorge in piazza Risorgimento, nel centro storico: la piazza che le fonti chiamano fulcro storico della città.
L'edificio risale al XIV secolo. Nel corso del XIX secolo fu sottoposto a importanti interventi a opera dell'architetto Giorgio Busca, lavori che ne diminuirono il carattere medievale.
Il suo interesse per un visitatore è dentro più che fuori. Sulle pareti dello scalone principale stanno alcuni affreschi provenienti dalla chiesa di San Domenico, fra cui spiccano una Pietà risalente a fine Trecento e un'Adorazione dei Magi.
Nel salone del consiglio si trovano dipinti importanti: una tavola raffigurante la Vergine con il Bambino di Macrino d'Alba, del 1501; una pala con la Madonna e Bambino tra san Giuseppe e sant'Anna; e il Concerto, attribuito a Mattia Preti.
Architettura
La descrizione onesta di questo edificio è che la data e l'aspetto non vanno d'accordo, e le fonti spiegano perché.
È un palazzo del XIV secolo. Ma i lavori ottocenteschi di Giorgio Busca sono registrati come avere diminuito il carattere medievale: quel che sta oggi sulla piazza è dunque un edificio municipale medievale riscritto da un architetto dell'Ottocento con un'altra idea di come debba apparire un municipio.
Il che ne fa un utile compagno della cattedrale di fronte, su cui Busca lavorò ugualmente. Fra il 1867 e il 1872 vi diresse la riplasmazione su progetto di Edoardo Arborio Mella. Un architetto, una generazione, entrambi i lati di piazza Risorgimento.
L'interno conserva quel che l'esterno ha perso: uno scalone di scala civica, rivestito di affreschi, e un salone del consiglio usato come quadreria.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Della costruzione originaria si registra poco oltre al secolo, e qui non si afferma nulla che le fonti non portino.
La fabbrica trecentesca è la base. Nello stesso secolo si alzavano le torri di Alba: è dunque un edificio municipale eretto mentre la città costruiva ancora alla maniera medievale.
Il rifacimento ottocentesco è la campagna decisiva, e le fonti la caratterizzano per l'effetto più che per il metodo: l'intervento di Giorgio Busca ridusse il carattere medievale dell'edificio.
I dipinti furono portati dentro. Gli affreschi dello scalone non appartengono alla decorazione propria dell'edificio: provengono dalla chiesa di San Domenico. Spostare un affresco è un atto deliberato di salvataggio, ed è il motivo per cui una Pietà di fine Trecento sta su una scala civica e non in una cappella.
Una cosa che questa pagina non afferma: che il palazzo sorga su preesistenti edifici romani. L'enciclopedia lo dice e insieme segnala la frase come priva di fonte, quindi resta fuori.
Domande frequenti
Si può entrare? È un municipio in funzione, non un museo, e non risultano orari di visita. Gli affreschi sono sullo scalone principale e le tavole nel salone del consiglio: dipende dal giorno e dall'attività dell'ente.
Quanto è antico? Risale al XIV secolo, anche se un intervento ottocentesco di Giorgio Busca è registrato come averne diminuito il carattere medievale.
È vero che sorge su edifici romani? Lo si dice, ma l'enciclopedia segnala la propria frase come priva di fonte, quindi questa pagina non lo afferma.
Quali sono i dipinti? Sullo scalone, affreschi dalla chiesa di San Domenico, fra cui una Pietà di fine Trecento e un'Adorazione dei Magi. Nel salone del consiglio, una Vergine con il Bambino di Macrino d'Alba, 1501, una Madonna e Bambino tra san Giuseppe e sant'Anna e un Concerto attribuito a Mattia Preti.
Chi era Macrino d'Alba? Un pittore che da questa città prende il nome; la tavola del salone del consiglio è datata 1501.
L'attribuzione a Mattia Preti è certa? No: le fonti danno il Concerto come attribuito a lui.
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