Le torri medievali di Alba
Scopri Le torri medievali di Alba
Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2026Introduzione
Alba era nota come la "città delle cento torri". Furono tutte costruite nel XIV e XV secolo.
Ne rimangono poche. Le meglio conservate sono quelle fra piazza Risorgimento e via Cavour, ed è il tratto da percorrere se se ne percorre uno solo. Fra quelle rimaste, molte sono state abbassate al livello dei tetti o incorporate negli edifici circostanti: per questo la città non somiglia più al proprio soprannome.
Due sono nominate dalle fonti. In via Calissano ne sta una ora abbassata quasi al livello dei tetti adiacenti: la Torre di Casa Chiarlone, con una base che appoggia a livello stradale e adornata con una porta lignea risalente al XVIII secolo.
E Palazzo Marro, che si affaccia su piazza San Giovanni, nonostante l'aspetto imponente viene considerato una delle cento torri: una torre che ha smesso di sembrarlo.
Architettura
Una casa-torre è un'affermazione verticale di rango, e Alba ne costruì a decine nel XIV e XV secolo.
Quel che rende istruttivo il caso di Alba è il dopo. Le fonti registrano tre destini, e tutti e tre si vedono in una passeggiata breve.
Abbassata. Una torre tagliata al livello dei tetti circostanti, come la Torre di Casa Chiarlone, conserva pianta e muratura e perde la ragione di esistere. La base appoggia ancora a livello stradale, ed è così che la si riconosce.
Incorporata. Una torre assorbita negli edifici intorno sopravvive come muro ispessito, allineamenti di finestre anomali e una cucitura nel laterizio.
Mascherata dalla scala. Palazzo Marro è il caso estremo: un edificio imponente che nondimeno viene considerato una delle cento torri.
Intorno, il tessuto di una città mercantile medievale: via Cavour con il suo impianto tipicamente medievale, una Casaforte e una loggia dei mercanti di tre grandi archi oggi sprofondata sotto la strada.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Le torri salirono insieme, in un boom edilizio di due secoli fra Trecento e Quattrocento, nel laterizio con cui Alba costruisce.
Vennero giù a pezzi. Le fonti non registrano una campagna di demolizione: descrivono una condizione — molte abbassate al livello dei tetti, molte incorporate negli edifici — che è ciò che accade quando le torri smettono di valere la propria altezza e la città continua a crescerci intorno.
La Torre di Casa Chiarlone mostra il metodo. La torre fu ridotta quasi all'altezza dei tetti vicini, ma la base fu mantenuta a livello stradale e la struttura rimase in uso — e nel Settecento qualcuno vi montò una porta lignea, che è il gesto di un edificio ancora abitato e non di un rudere conservato.
Anche il suolo si è mosso. I tre grandi archi della Loggia dei Mercanti poggiano poco sotto il piano stradale, e altre arcate si intravedono nello scantinato: il livello dell'Alba medievale è oggi in parte interrato.
Domande frequenti
C'erano davvero cento torri? Alba era nota come la "città delle cento torri". Le fonti riportano il soprannome e il fatto che le torri furono tutte costruite nel XIV e XV secolo; non danno un conteggio verificato, e nemmeno questa pagina.
Quante ne restano? Poche. Le fonti lo dicono senza un numero. Molte superstiti furono abbassate al livello dei tetti o incorporate negli edifici.
Dove conviene camminare? Fra piazza Risorgimento e via Cavour: le fonti indicano quel tratto come quello delle meglio conservate.
Si può salire su una torre? Nessuna torre di Alba risulta aperta o salibile. Sono strade ed edifici privati.
Quali sono nominate in particolare? La Torre di Casa Chiarlone in via Calissano, abbassata quasi all'altezza dei tetti, con base a livello stradale e una porta lignea del Settecento; e Palazzo Marro in piazza San Giovanni, considerato una delle cento torri nonostante sembri un palazzo.
Che altro c'è sul percorso? In via Cavour, la Casaforte Riva e la Loggia dei Mercanti con i suoi tre grandi archi sotto il piano stradale; in via Vittorio Emanuele, Casa Fontana al numero 11.
Guarda Le torri medievali di Alba attraverso le foto dei viaggiatori →
