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Castello di Barolo

Castello di Barolo caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2026
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Castello di Barolo site plan

Il castello

Al castello si sale dalla piazza, che gli sta esattamente sotto: non c'è viale d'accesso né parco, perché il paese è cresciuto stretto contro le mura.

La visita è il WiMu, e comincia in alto e scende: il contrario di come si visita di solito un castello, ed è una scelta, perché il discorso del museo va dalla vite al bicchiere. Attraversa venticinque sale, ciascuna con una propria idea espositiva.

Il terzo piano è consacrato ai tempi del vino e riporta il visitatore alle radici della vite. Il secondo piano affronta il rapporto secolare fra il vino e le arti: arti visive, letteratura, musica, cinema, arti culinarie. Il piano nobile, quello in cui i Falletti abitavano davvero, rende omaggio alla storia del castello e ai due personaggi che più vi si legano: la marchesa Giulia di Barolo e il patriota Silvio Pellico. Su questo piano c'è una biblioteca sulla storia del vino Barolo.

Il percorso finisce al piano interrato, nelle cantine, dove si possono scoprire e degustare i grand cru del Barolo. Lì ha sede l'Enoteca Regionale del Barolo, nelle volte restaurate.

Due ambienti storici sono visitabili di per sé: la Biblioteca Storica, ordinata da Silvio Pellico, e il Museo delle Contadinerie.

Punti salienti

Il mastio

La cosa più antica che ci sia qui, e l'unica parte del primo castello ancora in piedi. Tutto il resto è posteriore. Se la data del X secolo è giusta, questo blocco di muratura precede di circa trecento anni la prima menzione scritta del castello.

Il Salone delle quattro stagioni

La prima sala che si incontra risalendo lo scalone, al piano nobile: ampia, luminosa, arredata in tardo stile impero. Deve il nome a quattro pitture poste sopra altrettante porte, una per ciascuna stagione dell'anno.

La Sala degli stemmi

Accanto, ed è la sala in cui il consiglio comunale si riunisce ancora. Il soffitto porta gli emblemi dei Falletti e di tutte le famiglie con cui si imparentarono: una genealogia che si legge alzando gli occhi. C'è un camino monumentale con decorazione in stucco cinquecentesca.

La Stanza della Marchesa

La camera della marchesa, conservata per un oggetto: un letto in stile impero, uno dei pochi ancora visibili in Italia.

La stanza di Silvio Pellico

Le pareti sembrano tappezzate di stoffa. Non lo sono: sono dipinte per simularla, abbastanza bene da doverlo far notare.

La biblioteca

Circa tremila volumi, di epoca compresa fra il XV e il XIX secolo. Pellico la amministrava per la marchesa, e l'ordinamento è il suo.

Le cantine

Voltate, restaurate, e termine del percorso museale. Qui ha sede l'Enoteca Regionale del Barolo: l'edificio finisce con la cosa di cui ha parlato per tre piani.