Lecce
Lecce: Cultura
La cultura di Lecce sta tutta in ciò che i suoi artigiani riuscivano a fare con una pietra tenera e con materiali poveri, e nella musica della campagna intorno.
Barocco leccese
Il barocco locale è uno stile riconosciuto di per sé, non una copia di provincia. Poiché la pietra si taglia con facilità, è molto più fitto e figurativo del barocco altrove: frutti, animali, grottesche, cariatidi e fogliami accostati senza respiro. Il nome più legato a tutto questo è Giuseppe Zimbalo, e la facciata di Santa Croce, finita nel 1695, ne è il vertice.
La cartapesta
L'altro mestiere di Lecce è la cartapesta. Paglia, carta, colla e gesso erano ciò che le botteghe potevano permettersi quando pietra e legno non c'erano, e con quelli fecero statue devozionali di qualità reale. Il mestiere esiste ancora, al castello c'è un museo, ed è una produzione viva più che un revival.
La pizzica
La musica del Salento è la pizzica, danza veloce guidata dai tamburelli, storicamente legata al tarantismo, l'idea che il morso di un ragno si curasse ballando. È stata ampiamente recuperata, e la Notte della Taranta di Melpignano, a fine agosto, è oggi uno dei più grandi eventi musicali d'Italia.
Che cosa si mangia e si beve
La cucina salentina è cucina povera presa sul serio: orecchiette, carne di cavallo, ceci ed erbe selvatiche, il pane di puccia, il rustico sfogliato e il pasticciotto con la crema, che si mangia a colazione. I vini sono i rossi scuri della zona, Negroamaro e Primitivo.
Città universitaria
Circa ventimila studenti tengono aperto e vivo il centro ben oltre la stagione turistica.