
Toscana
Toscana: Cultura e lingua
Cultura
L'esportazione culturale toscana più importante è la lingua stessa. Poiché Dante, Petrarca e Boccaccio scrissero in fiorentino, quel volgare divenne l'italiano standard, e l'Accademia della Crusca di Firenze ne è l'autorità di riferimento dal 1583.
L'identità civica resta insolitamente locale. Il Palio di Siena, che si corre il 2 luglio e il 16 agosto, è una corsa a pelo di circa novanta secondi attorno a Piazza del Campo, disputata da dieci delle diciassette contrade cittadine: è una rivalità interna autentica, che i visitatori guardano, non uno spettacolo allestito per loro. Il calcio storico fiorentino, giocato a giugno tra i quattro quartieri storici, è altrettanto rude e altrettanto locale.
La cucina toscana si definisce per sobrietà e per differenze interne alla regione stessa: la bistecca alla fiorentina tagliata alta da vitellone di razza chianina, la ribollita e la panzanella costruite sul pane raffermo, i pici nelle colline senesi, il cacciucco a Livorno, il lardo stagionato nel paese di marmo di Colonnata. Il caratteristico pane senza sale viene tradizionalmente spiegato con una disputa medievale sul sale, anche se l'origine non è accertata.
Il vino porta con sé la stessa vena polemica. Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano sono i nomi consolidati, ma i Supertuscan nati a Bolgheri tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta ruppero deliberatamente le regole delle denominazioni, furono venduti come semplice vino da tavola a prezzi elevati e finirono per costringere l'Italia a creare la categoria IGT nel 1992.
Nozioni di lingua
L'italiano è universale, e l'italiano che si parla qui è quello su cui la lingua standard è stata costruita: l'uso toscano non è un dialetto da aggirare, ma il riferimento stesso.
Il tratto locale che si sente è la gorgia toscana, l'aspirazione della c dura tra vocali, che nel parlato comune trasforma casa in qualcosa di più vicino a hasa. Sorprende chi studia la lingua e si aspetta la pronuncia da manuale proprio nella regione che il manuale l'ha prodotto.
L'inglese è diffuso a Firenze, Siena, Pisa e nelle principali città del vino, molto meno in Maremma, nelle valli appenniniche e nei quartieri residenziali lontani dai centri storici. Qualche parola di italiano aiuta parecchio nei paesi più piccoli, dove l'economia turistica è più sottile.