
Arco dei Gavi
Arco dei Gavi cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 23 settembre 2026Un monumento privato su una strada pubblica, firmato dal suo architetto, smontato da un esercito e rimesso insieme un secolo dopo grazie a un modello di legno. Ben poco di questa sequenza è normale per un arco romano.
Cronologia
- inizio I secolo d.C. Costruito alla fine del regno di Augusto o nei primissimi anni di Tiberio dalla famiglia Gavia per sé stessa. Gli archi romani erano di norma imperiali; questo commemora una famiglia, ed è per questo che è piccolo e misurato invece che imponente.
- — L’architetto lo firma: Lucio Vitruvio Cerdone, liberto di origine greca. L’architettura romana è quasi sempre anonima, e un architetto che era anche un ex schiavo lo è ancora di più.
- XII secolo Viene inglobato nelle mura cittadine e ribattezzato Porta di San Zeno. Essere utile come porta è ciò che lo tiene in piedi mentre i monumenti isolati vengono cavati.
- XIV secolo Entra nel sistema difensivo di Castelvecchio: è la ragione per cui oggi i due si trovano affiancati.
- La Repubblica di Venezia cede l’area a privati, che sgomberano le strutture medievali attorno. L’arco viene liberato dal muro in cui era sepolto da quattro secoli.
- Il Genio Militare francese lo smonta per ragioni militari e di viabilità. I blocchi vengono conservati.
- L’architetto Giuseppe Barbieri realizza un modello ligneo in scala che registra ogni pietra. È quel modello a rendere possibile il rimontaggio, centoventi anni dopo.
- Antonio Avena — lo stesso che restaurerà Castelvecchio — propone per primo di ricostruirlo. I lavori sono autorizzati nel 1931.
- Viene inaugurato il 28 ottobre nella piazzetta accanto a Castelvecchio, rimontato blocco su blocco. È pietra autenticamente romana in un montaggio autenticamente novecentesco, e non sul sito originario.
- Scavi nelle vicinanze portano alla luce la domus di Castelvecchio, la casa romana fra cui l’arco un tempo sorgeva.
Che cosa significa anastilosi
Recuperare il materiale originale, riconoscere la posizione di ogni pezzo, rimetterlo in opera e rendere riconoscibile ogni integrazione nuova. È lo stesso metodo usato su Ponte Pietra dopo la guerra, e in entrambi i casi produce un monumento insieme antico e moderno.
Accanto all’arco è esposto un tratto di basolato romano con i solchi dei carri: la superficie che era stato costruito per scavalcare.