Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa
Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Origini
Il palazzo ha origini medievali e pianta a L, e fu acquistato alla fine del Quattrocento da Antonio Grimani, mercante che sarebbe più tardi divenuto doge di Venezia.
Punti di svolta
I nipoti di Antonio, Giovanni e Vettore Grimani, acquisirono la residenza nel 1532 e incaricarono Francesco Salviati e Giovanni da Udine di rinnovarla tra il 1539 e il 1540, introducendovi stucchi e affreschi di tema classico.
Personaggi influenti
Giovanni Grimani, divenuto patriarca di Aquileia, guidò negli anni Sessanta del Cinquecento una trasformazione assai più ampia, aggiungendo nuove ali a sud e a ovest attorno a un cortile con colonnato marmoreo, una scala ovale e la decorazione del secondo piano di Camillo Mantovano e Federico Zuccari. Giovanni stesso progettò il fulcro del palazzo, la Tribuna, ispirata al Pantheon di Roma, per esporre in nicchie appositamente ricavate la propria collezione di oltre 130 sculture antiche.
Evoluzione culturale
Nel 1587 Giovanni donò gran parte di quella raccolta di antichità alla Repubblica di Venezia; i Grimani continuarono ad abitare il palazzo fino alla metà dell'Ottocento, dopo di che esso uscì dalle mani della famiglia.
Significato attuale
Il palazzo ha aperto come museo pubblico nel 2008 e dal 2019 ospita un allestimento che ricompone gran parte della collezione scultorea originaria di Giovanni nella Tribuna e nelle altre sale, evocando l'atmosfera di una residenza patrizia cinquecentesca assai più direttamente di quanto faccia un allestimento museale convenzionale.