Porta della Carta
Porta della Carta Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Architettura
Costruita nello stile tardogotico più ornato, la porta è stretta e alta per necessità: incastrata tra il Palazzo Ducale e la Basilica di San Marco, non aveva spazio per svilupparsi in larghezza, e la sua decorazione sale perciò in verticale. Colonnine marmoree tortili, fogliami e putti incorniciano l'apertura, con le quattro Virtù entro nicchie a baldacchino addossate alle lesene laterali: Carità e Prudenza in alto, Temperanza e Fortezza in basso.
Sopra il cornicione, un busto di san Marco Evangelista si colloca sotto una statua della Giustizia e, più in alto, entro un arco a modanatura mistilinea, una quadrifora gotica riprende le proporzioni delle finestre della facciata del palazzo poco distante. L'intera composizione culmina nel rilievo con Foscari e il leone alla sommità.
Caratteristiche del Sito
Le quattro Virtù
Prudenza e Carità occupano le nicchie a baldacchino superiori, Temperanza e Fortezza quelle inferiori, ai lati dell'apertura. La scelta è mirata: sono le qualità che la Repubblica esigeva dalla carica che stava oltre quella porta, collocate dove ogni postulante le incontrava entrando.
Il gruppo Foscari
Sopra il cornicione, il doge Francesco Foscari si inginocchia davanti al Leone di San Marco. Il doge è raffigurato più piccolo del leone e fisicamente più in basso: una dichiarazione deliberata che la carica rispondeva allo Stato anziché incarnarlo. Le truppe di Napoleone distrussero l'originale nel 1797 proprio perché si leggeva come simbolo dell'ordine precedente; ciò che oggi si vede è la ricreazione ottocentesca della stessa composizione di Luigi Ferrari.
Il nome
Non fu chiamata Porta della Carta fino alla fine del Quattrocento: i documenti anteriori la dicono porta grande, porta del bando e porta dorata. La carta del nome attuale rimanda con ogni probabilità agli archivi di Stato e agli scrivani che lavoravano a quest'angolo redigendo suppliche per chi non era in grado di farlo.
Paesaggio
La porta occupa lo stretto varco in cui il Palazzo Ducale incontra la Basilica di San Marco: una fessura larga pochi metri, ed è questa la ragione per cui la composizione sale in verticale anziché distendersi.
Si apre sulla Piazzetta San Marco, il braccio breve della piazza che scende verso la laguna, per cui chi arrivava dall'acqua risaliva la Piazzetta e incontrava frontalmente questo prospetto. Era l'avvicinamento previsto: la porta fu costruita come ingresso cerimoniale destinato a inviati e delegazioni che approdavano al Molo, non a chi arrivava dalla città alle spalle.
Trovandosi alla giunzione di due edifici assai più grandi, è facile passarle accanto senza notarla. La veduta più chiara si ha da qualche metro dentro la Piazzetta anziché da sotto, dove la metà superiore della composizione si perde per lo scorcio.