San Giorgio Maggiore
San Giorgio Maggiore Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Architettura
La facciata palladiana applica le proporzioni di un fronte di tempio classico a una chiesa cristiana, soluzione che l'architetto mise a punto qui dopo averla sperimentata nella chiesa del Redentore. L'interno è altrettanto sobrio: una navata luminosa e priva di ornato, in pietra bianca e stucco, concepita per concentrare l'attenzione sulla luce e sulle proporzioni anziché sulla decorazione delle superfici.
Il campanile, ricostruito nel Settecento dopo il crollo di una torre precedente, si eleva accanto alla chiesa ed è accessibile ai visitatori con ascensore, a differenza della salita a piedi richiesta dal campanile di San Marco al di là dell'acqua.
Caratteristiche del Sito
All'interno della chiesa, l'Ultima Cena e Gli ebrei nel deserto del Tintoretto, entrambi dipinti negli ultimi anni della sua vita, figurano tra le opere tarde più significative dell'artista presenti a Venezia. Gli stalli del coro dietro l'altare sono intagliati con scene della vita di san Benedetto.
Paesaggio
San Giorgio Maggiore è un'isola a sé, separata dalla città da circa trecento metri di acqua aperta, nel punto in cui il Canal Grande, il Canale della Giudecca e il Bacino di San Marco si incontrano.
Questo isolamento è l'intero senso del progetto. Palladio collocò una facciata candida in pietra d'Istria nell'unico punto in cui sarebbe stata vista frontalmente attraverso l'acqua aperta dalla Piazzetta, senza nulla davanti e nulla che la comprimesse: la condizione opposta a quella di ogni altra chiesa veneziana, che si incontra da vicino da una calle o da un campo.
È però la veduta di ritorno la ragione per cui quasi tutti vengono. Dal campanile la città si legge come una pianta anziché come un labirinto: la Piazzetta e il Palazzo Ducale proprio di fronte, la Giudecca che si estende a ovest, il Lido a chiudere l'orizzonte e -- a differenza di quanto accade dal campanile della piazza -- la Basilica di San Marco con la propria torre inquadrate nella veduta.
Il resto dell'isola non è un paesaggio pubblico. Dietro la chiesa, i chiostri benedettini e i giardini appartengono alla Fondazione Giorgio Cini e si visitano con le sue visite guidate, che comprendono il Teatro Verde all'aperto e un labirinto vegetale.