
Porta Santa Maria
Porta Santa Maria cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026Cinque porte, una sopravvissuta. La porta di Santa Maria -- detta anche della Cava -- è l'ultima delle cinque che immettevano nell'antica Civita, e le altre quattro hanno fatto la fine della rupe. È scavata nel tufo sotto una torre con in cima una piccola loggia ad arcate, e sopra l'arco due leoni tengono ciascuno una testa umana fra le zampe, poste lì a ricordo di una rivolta popolare degli abitanti di Civita contro i Monaldeschi di Orvieto. Un visitatore oggi passa sotto una rivolta per raggiungere un borgo di circa dieci persone.
Cronologia
- VI sec. a.C. Gli Etruschi fondano Civita su una delle più antiche vie d'Italia, che congiunge il Tevere al lago di Bolsena, e tracciano la griglia di cardi e decumani su cui questa porta si apre ancora. Cinque porte servivano quell'abitato. Il nome etrusco del paese è ignoto, probabilmente per la damnatio memoriae applicata da Roma dopo la conquista dell'Etruria.
- 280 a.C. Colpiscono scosse telluriche e smottamenti. Gli Etruschi rispondono arginando fiumi e scavando canali di scolo: l'inizio di una lite perdente con il terreno, che costerà alla fine quattro delle cinque porte.
- 265 a.C. Arrivano i Romani ed estendono su scala imponente la canalizzazione e il contenimento dei torrenti. Trascurate dopo l'antichità, le opere smettono di tenere il colle, il territorio degrada rapidamente, e Civita si svuota.
- Vengono scolpiti i due leoni sopra l'arco, ciascuno con una testa umana fra le zampe, a ricordo di una rivolta popolare degli abitanti di Civita contro i Monaldeschi, la famiglia orvietana che teneva il paese. Sono ancora la prima cosa sopra la testa di chi entra.
- 1550 ca. Viene aggiunta l'aquila con la propria testa scolpita, circa mezzo secolo dopo i leoni: ciò che si legge come un unico programma sopra la porta è stato composto in due campagne.
- Viene costruito il ponte pedonale in cemento armato, e questa porta diventa il punto attraverso cui passa ogni arrivo, raggiunto a piedi da Bagnoregio.
- I calanchi di Civita sono proposti come sito di interesse comunitario, a tutela del terreno eroso che ha portato via le altre quattro porte.
- A giugno passare la porta diventa a pagamento, a 5 euro per l'accesso al borgo. Gli incassi bastano ad abolire le tasse comunali a Civita e a Bagnoregio.
- Dentro la porta vivono circa dieci persone, e resta l'accesso principale e di fatto l'unico: l'alternativa è il Bucaione, la galleria scavata nella roccia che sale dalla Valle dei Calanchi.
Conservazione e restauri
La domanda qui non è perché questa porta sia stata restaurata ma perché sia quella ancora in piedi. Lo strato di base di Civita è un'argilla marina più antica, particolarmente soggetta all'erosione, sotto strati superiori di materiale tufaceo e lavico; l'acqua porta via l'argilla e il tufo sopra la segue. Quattro delle cinque porte sono andate così, insieme a gran parte delle tombe a camera etrusche un tempo visibili alla base della rupe e delle pareti di tufo limitrofe. La porta di Santa Maria sopravvive per il punto dello sperone in cui si dà il caso che stia.
Ciò che si sta perdendo adesso è la scultura più che la struttura. I leoni, le teste e l'aquila sono rilievo nel tufo -- la pietra da costruzione più tenera in uso comune -- lavorato nel 1497 e intorno al 1550 ed esposto nell'unico punto del borgo attraverso cui passa ogni singola persona. L'arco è anche, ancora, la porta di casa in funzione: la spesa, la posta e i materiali da costruzione dei residenti vi passano a piedi, perché il ponte oltre è pedonale, eccetto i cicli e i motocicli che il comune consente a residenti e persone autorizzate in determinati orari.
Da giugno 2013 il biglietto d'accesso da 5 euro riscosso a questa porta finanzia il comune che la mantiene. Nel 2005 il paesaggio che ha distrutto le sue quattro sorelle è stato proposto come sito di interesse comunitario.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.