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Ostia Antica

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Ultimo aggiornamento il 11 ottobre 2026
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Introduzione

Ostia Antica è l'antica città romana di Ostia, il porto alla foce del Tevere, 25 km a sud-ovest di Roma. I depositi del fiume hanno spostato la linea di costa, e oggi il sito dista 3 km dal mare. Dopo l'abbandono le dune di sabbia la ricoprirono e la conservarono, in una misura che la fonte pone seconda solo a Pompei ed Ercolano. Ciò che resta è una città romana funzionante: casamenti, magazzini, terme, locali, affreschi e mosaici, una forma di urbanistica che dentro Roma non è più leggibile.

Architettura

Il castrum repubblicano al centro ha la consueta pianta rettangolare: il cardo e il decumano massimo si incrociano ad angolo retto ed escono da quattro porte, e il decumano porta dentro il tracciato della via Ostiense da Roma. Le sue mura sono spesse poco più di 1,5 m, in blocchi squadrati di tufo di Fidene disposti irregolarmente, e alcuni tratti furono poi inglobati dagli edifici che vi si addossarono: il Mercato Piccolo, gli Horrea Epagathiana e una fila di tabernae usano il muro del castrum come parete di fondo.

Fuori dalle porte la griglia finisce. A sud della porta meridionale il cardo piega a sudovest sull'antica via costiera per Laurentum; subito oltre la porta occidentale il decumano vira a sudest verso quella che allora era una spiaggia vicina. La città si espanse lungo quelle due curve anziché sulla griglia, ed è per questo che la pianta più ampia appare disordinata accanto al nucleo regolare. Una terza strada importante, la via della Semita dei Cippi, andava dal decumano alla porta Laurentina e prese nome dai cippi che segnalavano i magazzini del grano.

Le mura urbane furono iniziate nel 63 a.C. sotto il consolato di Cicerone e completate da Publio Clodio Pulcro, tribuno della plebe nel 58 a.C., in tufo di Monteverde. Racchiudono circa 69 ettari su un tracciato irregolare. La funzione difensiva non durò: già in età augustea vi si addossarono edifici, Vespasiano le usò per sostenere un acquedotto, e quando Ostia tardoantica subì attacchi esterni non furono ripristinate — si usò invece il teatro come fortezza.

Tre porte sopravvivono con nomi moderni. La Porta Romana chiudeva il capo orientale del decumano, fiancheggiata da due torri quadrate e ricostruita più in alto in età domizianea con decorazione marmorea e una statua di Minerva come Vittoria alata. La Porta Laurentina, all'estremità sud del cardo, è una struttura rettangolare in blocchi di tufo tra torri alte 5,85 m e conserva ancora le scanalature della saracinesca. La Porta Marina guardava verso la spiaggia, al capo occidentale del decumano; fu rasa al suolo nel I secolo e sostituita da un arco più a sud.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

Ostia è costruita in laterizio e tufo, ed è proprio questo il suo interesse. Le mura del castrum usano blocchi squadrati di tufo di Fidene; la cinta del 63 a.C. usa tufo di Monteverde in fasce rientranti di circa due piedi di altezza, spessa circa 1,5 m alla base e sostenuta all'interno da un terrapieno. Sopra quel livello la città imperiale è in larghissima parte calcestruzzo con paramento laterizio, ed è questo che le ha permesso di crescere in altezza.

Le insulae lo dimostrano meglio di tutto. Sono isolati a più piani divisi in appartamenti, con botteghe che si aprono sulla strada al piano terra, spesso dietro un portico. Gli alloggi più economici ai piani superiori si raggiungevano con scale separate con ingresso dall'esterno, così un edificio poteva essere affittato a strati indipendenti; gli appartamenti migliori avevano invece scale interne. Le botteghe avevano spesso un soppalco su scaletta interna, illuminato da una finestra sopra la porta, usato come alloggio del bottegaio o come deposito. La Casa Basilicale porta la logica più in là, con un ponte che attraversa il cortile interno al primo piano per creare un passaggio centrale coperto.

La città continuò a ricostruirsi su sé stessa. Il foro fu impiantato sotto Augusto e rifatto sotto Adriano, che tenne due volte la carica di duoviro; le costruzioni proseguirono fino alla fine dell'età severiana, quando il teatro fu restaurato e fu tracciata la via Severiana. In età tardoantica il metodo cambia ancora: le case di lusso furono ricavate da edifici precedenti e rivestite di marmo e opus sectile, spesso reimpiegando materiale antico invece di cavarne di nuovo.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra Ostia Antica e Pompei?

Conservazione e carattere. La fonte colloca lo stato di conservazione di Ostia subito dopo Pompei ed Ercolano, ma Ostia era un porto in attività e non una cittadina di villeggiatura di provincia, e fu abbandonata gradualmente invece che sepolta in un giorno. Il risultato è una città di casamenti, magazzini e locali anziché di ville.

Il sito è sul mare?

Non più. Ostia sorgeva alla foce del Tevere, ma i depositi del fiume hanno spostato la linea di costa, e oggi il sito dista circa 3 km dal mare.

Quanto si vede della città antica?

Si stima che due terzi dell'abitato antico non siano ancora scavati. Le mura racchiudono circa 69 ettari, e ciò che è visitabile è molto, ma gran parte di Ostia resta sottoterra.

C'è un museo nel sito?

Sì. I materiali degli scavi sono conservati in loco nel Museo Ostiense.

Che cosa sono i mitrei?

Santuari del culto di Mitra. A Ostia ne sono stati trovati diciotto, il che misura direttamente quanto il culto fosse diffuso nella popolazione del porto.

C'è davvero una sinagoga?

Sì: la sinagoga di Ostia è la più antica finora identificata in Europa. L'analisi delle murature e dell'impianto indica che fu costruita appositamente e monumentale fin dalla prima fase, probabilmente alla fine del I secolo d.C., e fu modificata più volte tra il II e il IV secolo.

Perché Ostia decadde?

Il suo porto era piccolo, così Claudio ne costruì uno nuovo a Portus e Traiano vi aggiunse un bacino esagonale terminato nel 113 d.C. L'attività economica si spostò a Portus, e la crisi del III secolo ridusse la popolazione. Gli scavi recenti mostrano che la città proseguì come ricco centro residenziale invece di crollare del tutto; dopo la caduta dell'Impero d'Occidente gli abitanti rimasti si trasferirono nella vicina Gregoriopoli.

Quanto tempo conviene prevedere?

Almeno mezza giornata. Il sito è un impianto urbano e non un monumento singolo, si cammina su superfici antiche, e il museo in loco richiede tempo a sé.

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