
Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio
Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026La chiesa
Sant'Ignazio si apre su una piccola piazza scenografica, e la facciata annuncia che cosa aspettarsi citando un'altra chiesa. Due ordini di lesene e colonne corinzie salgono fino al coronamento, con un finestrone, nicchie a timpano e cartelle: l'assetto del Gesù, ripetuto.
Dentro, l'aula è ampia, luminosa e interamente rivestita. Non c'è parete nuda: il marmo policromo corre sulle pareti basse e sulle lesene, lo stucco segna ogni cornice in bianco e oro, e la pittura copre tutto quanto sta sopra.
La pianta si legge subito. Una croce latina, con tre cappelle per lato che comunicano fra loro: i fianchi della navata funzionano come una catena di piccoli ambienti più che come un corridoio.
Poi si guarda in su, e il soffitto smette di essere un soffitto. Sulla volta della navata Andrea Pozzo dipinse L'ascesa di Sant'Ignazio in Paradiso: colonne, trabeazioni e archi proseguono in alto dall'architettura reale a quella dipinta, e le figure sfondano verso il cielo aperto.
All'incrocio c'è una cupola, e non c'è nessuna cupola. Ciò che si legge come una calotta a lacunari che si perde in ombra è una tela piatta di 13 metri. Dal disco di marmo inserito nel pavimento sottostante l'illusione è perfetta; bastano pochi passi in qualunque direzione e le colonne dipinte si inclinano visibilmente, l'anello diventa ovale e tutto crolla in un quadro.
È il momento per cui si viene, ed è ripetibile. I visitatori salgono sul disco, guardano in alto, scendono e guardano di nuovo.
Le cappelle e i transetti contengono gli oggetti solidi. C'è un Monumento a papa Gregorio XV, opera tardo-seicentesca nel vano a destra dell'abside, e una gigantesca statua di sant'Ignazio.
Ed è aperta quando tutto il resto è chiuso. A sera tardi la chiesa è illuminata, quasi vuota, e il soffitto dà il meglio: non c'è luce diurna a contendere il cielo dipinto.
Punti salienti
La finta cupola
Una tela di 13 metri di diametro all'incrocio, dipinta con la prospettiva di un'architettura che non c'è. L'originale del Pozzo, del 1685, fu distrutto da un incendio; questa è la fedele riproduzione di Francesco Manno, del 1823.
L'ascesa di Sant'Ignazio in Paradiso
L'affresco di Andrea Pozzo sulla volta della navata.
Il disco di osservazione
Il segno inserito nel pavimento della navata da cui la finta cupola si compone. Scendetene e l'illusione cade.
La facciata
Ispirata a quella del vicino Gesù: due ordini di lesene e colonne corinzie, finestrone, nicchie a timpano e cartelle.
Le sei cappelle
Tre per lato, intercomunicanti.
Monumento a papa Gregorio XV
Opera tardo-seicentesca nel vano a destra dell'abside: il papa il cui nipote pagò la chiesa.
La statua di sant'Ignazio
Una gigantesca statua del santo a cui la chiesa è intitolata.
La chiusura tardiva
Aperta fino alle 23.30, ogni giorno, secondo gli orari pubblicati dalla città.