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Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio in Roma - Goparoo

Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio

Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026
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Una chiesa gesuitica progettata da un matematico gesuita, che dipinse la cupola che non costruì, e poi dovette dipingerla di nuovo.

Cronologia

  1. Inizio XVII secolo — la chiesa è eretta su disegno del matematico gesuita Orazio Grassi, in base ai progetti di Carlo Maderno e altri, a spese del cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di Gregorio XV, come ricorda l'iscrizione sulla facciata. Conseguenza costruttiva: una croce latina con tre cappelle intercomunicanti per lato. Che cosa se ne vede oggi: la pianta che si percorre.
  2. Stessa campagna — la facciata è costruita a imitazione del vicino Gesù, con due ordini di lesene e colonne corinzie, finestrone, nicchie a timpano e cartelle. Conseguenza costruttiva: il prospetto principale. Che cosa se ne vede oggi: perché le due chiese si somiglino viste dalla strada.
  3. Secondo Seicento — Andrea Pozzo, fratello dell'Ordine gesuitico, dipinge la volta della navata con L'ascesa di Sant'Ignazio in Paradiso. Conseguenza costruttiva: nessuna; l'architettura è prolungata in pittura. Che cosa se ne vede oggi: il soffitto della navata.
  4. — il Pozzo compie la finta cupola all'incrocio, una tela di 13 metri di diametro con l'effetto prospettico di un'architettura fittizia. Conseguenza costruttiva: una cupola fornita senza costruirla. Che cosa se ne vede oggi: non questa tela.
  5. In seguito — la pittura originaria è distrutta da un incendio. Conseguenza costruttiva: l'incrocio perde la sua copertura dipinta. Che cosa se ne vede oggi: il motivo per cui la tela attuale esiste.
  6. — la finta cupola è riprodotta fedelmente da Francesco Manno, sulla base dei disegni e degli studi lasciati dal Pozzo. Conseguenza costruttiva: una tela sostitutiva sopra l'incrocio. Che cosa se ne vede oggi: l'illusione che tutti fotografano.
  7. Tardo Seicento — il Monumento a papa Gregorio XV è realizzato e collocato nel vano a destra dell'abside. Conseguenza costruttiva: nessuna. Che cosa se ne vede oggi: la tomba del papa il cui nipote pagò la chiesa.

Verificato su Turismo Roma, ottobre 2026.