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Parco Nazionale del Circeo

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Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026
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Introduzione

Il Parco Nazionale del Circeo fu fondato nel 1934 e corre lungo una striscia di costa da Anzio a Terracina, comprendendo un settore di foresta all'interno di San Felice Circeo e l'isola di Zannone. È l'unico parco nazionale italiano a occupare soltanto pianura e costa. Fu istituito per ordine di Mussolini, su consiglio del senatore Raffaele Bastianelli, per conservare gli ultimi resti delle paludi pontine mentre venivano bonificate.

Geografia e Importanza

Il Circeo è l'unico parco nazionale italiano che occupa soltanto pianura e costa. Corre lungo il litorale tirrenico del Lazio tra Anzio e Terracina, copre 8.917 ettari e prende nome dal promontorio alla sua estremità meridionale.

Il monte Circeo arriva a 541 m ed è l'unico rilievo di tutto il parco: un massiccio calcareo-dolomitico mesozoico con la strana aria di un'isola arenata nell'entroterra. Ci è arrivato viaggiando: si è formato per sedimentazione in una zona non ben definita dell'attuale Tirreno ed è poi scivolato su strati di flysch per circa duecento chilometri fino alla posizione odierna. Le sue due facce si comportano come paesi diversi. Il versante nord, il Quarto freddo, è umido; quello sud, il Quarto caldo, è al sole tutto l'anno. Alla base del massiccio un sistema di grotte ha registrato le oscillazioni passate del clima e del livello del mare e ha conservato testimonianze di occupazione umana fin dal Paleolitico.

La foresta occupa un settore grossomodo quadrato tra la statale Pontina e la costa di San Felice Circeo: circa 3.300 ettari, ultimo lembo della Selva di Terracina che un tempo copriva gran parte dell'odierna provincia di Latina, e tuttora la più estesa foresta planiziale d'Italia. La sua superficie è butterata di piscine, pozze paludose poco profonde che si riempiono con le piogge autunnali, e di lestre, le radure dove una rada popolazione stagionale costruiva un tempo i villaggi.

La duna è una fascia di sabbia fine lunga 22 km che va dalla scogliera calcarea del promontorio, appena sotto la torre Paola, fino a Capoportiere e oltre, verso capo d'Astura. Alle spalle della spiaggia il cordone dunale si alza fino a un massimo di 27 metri.

Le zone umide sono quattro laghi costieri salmastri — Paola, Caprolace, Monaci e Fogliano — poco profondi, sui due metri, collegati al mare da canali che ne garantiscono il ricambio. Sono il frammento superstite delle Paludi Pontine, e attorno a essi stanno altri acquitrini e pascoli.

Zannone, piccola isola dell'arcipelago ponziano, è stata annessa nel 1979 e resta disabitata.

Biodiversità

Il Circeo tutela cinque habitat, e la lista delle piante cambia completamente da uno all'altro.

La foresta è l'ultimo lembo dell'antica Selva di Terracina, ridotta a circa 3.300 ettari e tuttora la più estesa foresta planiziale d'Italia. È un punto d'incontro di climi: specie continentali come cerro, frassino e farnia crescono accanto a specie mediterranee — leccio, alloro, sughera. Il sottobosco è insolitamente ricco di specie da bacca e da frutto: biancospino, prugnolo, melo e pero selvatico, corbezzolo, erica arborea, pungitopo. I funghi sono abbondanti e pregiati al punto che la raccolta è regolamentata e controllata. Il carattere del luogo viene dalle piscine, aree paludose temporanee che si formano in autunno per accumulo di acqua piovana, e dalle lestre, radure dove un tempo gli abitanti stagionali costruivano i loro villaggi. Al suo interno stanno tre riserve naturali integrali — Piscina delle Bagnature, Piscina della Gattuccia e Lestra della Coscia — e nel 1977 la foresta è stata dichiarata riserva della biosfera nel programma UNESCO Man and Biosphere.

Il promontorio si divide in due versanti con flore diverse. Quello nord, il Quarto freddo, è umido e porta una macchia alta di leccio con frassino minore, carpino nero, roverella e farnetto più in basso, erica, ginestra e corbezzolo nel sottobosco, e una sughereta di circa 25 ettari a Mezzomonte, dove il monte incontra la pianura. Quello sud, il Quarto caldo, è soleggiato tutto l'anno e porta vegetazione rupestre mediterranea: leccio, ginepro fenicio, euforbia arborea, mirto, lentisco, rosmarino ed erica, con finocchio marino, elicriso, statice e la centaurea di Circe, Centaurea cineraria subsp. circae, tra le piante basse. La presenza più interessante è però la palma nana: l'unica palma spontanea d'Europa, relitto di epoche più calde.

La duna è un posto difficile per una pianta: temperature alte, lunghe siccità, suolo povero e venti forti, ed è per questo che le sue specie hanno foglie piccole o addirittura aghiformi. Le pioniere più vicine al mare — giglio marino, gramigna delle spiagge, camomilla marina, carpobroto — sembrano insignificanti e sono strutturali: attenuano la forza del vento, e le loro radici formano un fitto reticolo sotterraneo che blocca la sabbia e costruisce la duna, permettendo alle altre specie di seguire. Dietro vengono ginepro coccolone e lentisco, poi pino marittimo e leccio, sostituiti sulle sponde dei laghi da ontani, frassini, pioppi e salici.

Le zone umide — Paola, Caprolace, Monaci e Fogliano — portano sulle rive salicornie, inule e tamerici. Zannone, disabitata da quando è entrata nel parco nel 1979, è l'unica isola dell'arcipelago ponziano ad aver conservato intatta la copertura vegetale originaria: elicriso sulla scogliera, poi lentisco, mirto ed erica, quindi ginestra, fillirea ed euforbia arborea che lasciano il posto a corbezzolo e leccio, con boschi di lecci e allori a settentrione. La fioritura autunnale dell'erica è spettacolare.

L'ente parco porta le designazioni formali corrispondenti: una zona di protezione speciale per l'intero parco e siti di importanza comunitaria per i laghi, il lago di Sabaudia, la foresta demaniale, entrambi i versanti del promontorio, le dune e le isole di Palmarola e Zannone, più due zone marine di conservazione al largo.

Fauna

Le zone umide sono il titolo principale. I quattro laghi costieri sono rifugio per un lungo elenco di uccelli acquatici — aironi guardabuoi, gru, oche, pavoncelle, allodole e chiurli tra gli altri — e il posto migliore per osservarli è Pantani dell'Inferno, di fronte al lago di Caprolace, dove le acque salmastre del lago incontrano quelle dolci degli acquitrini e fanno sostare specie diverse insieme. I laghi furono dichiarati zona umida di interesse internazionale nel 1976. Ospitano anche la testuggine palustre, Emys orbicularis, specie a rischio di estinzione in Italia, e pesci usati come indicatori della qualità delle acque.

La foresta porta i mammiferi mediterranei: cinghiale, lepre, tasso, riccio, volpe e donnola. Tra i rettili biacco, natrice, vipera e testuggini di terra e palustre; tra gli anfibi tritone, rospo e rana. Le bacche e i piccoli frutti del sottobosco attirano numerosi uccelli canori.

I daini sono un problema, non un'attrattiva, e il parco lo dice. Furono introdotti nel 1953 nei programmi di allevamento della selvaggina da ripopolamento dell'ex Azienda di Stato delle Foreste Demaniali e tenuti dentro un recinto di 400 ettari. Sono fuggiti, e i loro discendenti occupano oggi l'intera foresta con densità variabili. Senza predatori a bilanciarli, danneggiano il rinnovamento del patrimonio forestale, e l'ente gestisce un piano di controllo.

Sul promontorio, accanto a tasso, cinghiale, faina e moscardino, l'interesse sta nei rapaci: falco pellegrino e gheppio vi nidificano, e molte altre specie lo sorvolano in migrazione. Sulla duna la fauna è minuta — tassi, volpi, conigli, lucertole e coleotteri tra i cespugli. In autunno il mare porta le barchette di San Pietro, meduse simili a piccole barche a vela che tingono la spiaggia di azzurrino.

L'animale notevole di Zannone è il muflone, introdotto negli anni Venti del Novecento e oggi specie protetta; migliaia di uccelli sostano sull'isola durante i passi migratori.

L'ente parco porta avanti programmi di conservazione dedicati: progetti sui chirotteri, sugli anfibi, sulla lepre italica, sugli uccelli come indicatori di biodiversità e sulla gestione del cinghiale nei parchi nazionali italiani.

Accessi e Percorsi

Tutta la foresta è percorribile a piedi e in bicicletta su una fitta rete di sentieri, e l'ente parco pubblica i propri itinerari come insiemi con un nome invece di lasciare che ci si arrangi: Sentieri nel Parco, un gruppo a parte per il promontorio, percorsi in bici, una selezione Sentieri per tutti e un ulteriore insieme per chi cammina con i cani al guinzaglio. Conviene partire da quelli e non da una mappa generica.

Sulla duna l'accesso alla spiaggia è volutamente incanalato. Sono state predisposte passerelle in legno perché si possa arrivare alla sabbia senza calpestare la vegetazione che tiene insieme la duna: le piante pioniere sono ciò che le impedisce di volare via. Sulla sommità della duna corre una strada che, per un tratto, in corrispondenza del lago dei Monaci, è percorribile solo a piedi o in bicicletta.

Il promontorio è la parte ripida: il monte Circeo tocca i 541 m e le grotte si aprono alla sua base. La grotta delle Capre è descritta come facilmente raggiungibile via terra, con la grotta dell'Impiso e la grotta del Fossellone lì vicino; altre, come la grotta Azzurra e la grotta della Maga Circe, sono cavità marine.

Tre aree dentro la foresta sono riserve naturali integrali — Piscina delle Bagnature, Piscina della Gattuccia e Lestra della Coscia — e la protezione integrale è la categoria più restrittiva che esista. Vanno considerate chiuse salvo diversa indicazione dell'ente.

Il parco gestisce strutture per i visitatori dove reperire informazioni aggiornate sui percorsi: il Centro Visitatori - Museo del Parco e un centro di documentazione sull'istruzione e la sanità nelle paludi pontine. L'Ente Parco è in Via Carlo Alberto 188, Sabaudia, allo 0773 512240.

Zannone è un'isola ed è disabitata: per arrivarci serve una barca.

Domande frequenti

Quando è stato istituito il parco, e perché?

Nel 1934, dall'amministrazione forestale del tempo per volere di Mussolini e su suggerimento del senatore Raffaele Bastianelli, per tutelare gli ultimi resti delle Paludi Pontine, che proprio in quegli anni venivano bonificate.

Quanto è grande e cosa comprende?

8.917 ettari lungo la costa tirrenica del Lazio tra Anzio e Terracina, con una foresta, il promontorio del Circeo, la duna, quattro laghi costieri e l'isola di Zannone. È l'unico parco nazionale italiano a occupare solo pianura e costa.

È un sito UNESCO?

È riserva della biosfera UNESCO dal 1977, nel programma Man and Biosphere, ed è stato candidato al titolo di patrimonio dell'umanità. Le sue zone umide furono dichiarate a parte di interesse internazionale nel 1976.

Quanto è alto il monte Circeo?

541 m. È un massiccio calcareo-dolomitico mesozoico formatosi per sedimentazione in una zona non ben definita dell'attuale Tirreno e poi scivolato per circa 200 km su strati di flysch fino alla posizione attuale.

Cosa è stato trovato nelle grotte?

Un cranio neanderthaliano, nella grotta Guattari nel 1939; anche la grotta Breuil fu abitata dai neanderthaliani. Nel 2025 è stata annunciata al Riparo Blanc la scoperta della più antica necropoli del Lazio, datata tra il 9.300 e il 7.500 a.C. e tra le più antiche conosciute.

È l'isola di Circe?

La leggenda colloca sul Circeo la maga Circe, che dopo aver tentato di trasformare Ulisse e i compagni in porci li accolse per un anno. Visto da lontano il promontorio somiglia a una donna addormentata, o a un maiale: secondo alcuni è da lì che nasce la leggenda.

Qual è il posto migliore per il birdwatching?

Pantani dell'Inferno, di fronte al lago di Caprolace, dove le acque salmastre del lago e quelle dolci degli acquitrini si incontrano e favoriscono la sosta di specie diverse.

Perché ci sono tanti daini?

Perché sono scappati. Furono introdotti nel 1953 per il ripopolamento venatorio dall'ex Azienda di Stato delle Foreste Demaniali e tenuti in un recinto di 400 ettari; la popolazione uscita occupa oggi l'intera foresta e, senza predatori, ne danneggia il rinnovamento. Il parco gestisce un piano di controllo.

Posso portare il cane?

L'ente parco pubblica un insieme di sentieri dedicato a chi cammina con i cani al guinzaglio.

Si possono raccogliere funghi?

Solo secondo le regole. I funghi della foresta sono particolarmente ricchi e pregiati, e la raccolta è regolamentata e controllata.

Come si arriva a Zannone?

In barca. Zannone è una piccola isola disabitata dell'arcipelago ponziano, annessa al parco nel 1979, e l'unica del gruppo ad aver conservato la copertura vegetale originaria.

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