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Necropoli dei Monterozzi in Tarquinia - Goparoo

Necropoli dei Monterozzi

Necropoli dei Monterozzi caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026
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Necropoli dei Monterozzi site plan

Il cimitero

La necropoli dei Monterozzi occupa una collina a est di Tarquinia e conta circa 6.000 sepolture, la più antica delle quali risale al VII secolo a.C. Circa 200 camere sono decorate ad affresco, ed è per quelle che il sito esiste: la più ampia documentazione dell'arte pittorica etrusca che si conosca, e il principale registro superstite di come gli Etruschi raffigurassero la propria vita quotidiana, le proprie cerimonie e i propri miti.

Quel che sta sopra

Alcune tombe sono monumentali, scavate nella roccia e coronate da tumuli. Nell'Ottocento erano ancora visibili circa 600 tumuli; molti furono rasati dopo lo scavo, perciò la collina che si percorre oggi è più piatta di quella che videro i primi archeologi.

Quel che sta sotto

I tumuli coprivano di norma camere sotterranee scavate nella roccia, raggiungibili per corridoi inclinati o scale, e contenenti sarcofagi, oggetti personali dei defunti e in molti casi pitture parietali. I soggetti sulle pareti sono di gamma amplissima: rituali, animali, temi magici, danza, strumenti musicali. Le camere più note sono la Tomba dei Leopardi, quella della Caccia e Pesca, degli Auguri, del Triclinio, dei Demoni Azzurri e dei Tori.

I sarcofagi

I più antichi recano il defunto scolpito supino sul coperchio. Il tipo più tardo e assai più diffuso lo mostra semisdraiato sul fianco sinistro, rivolto verso chi guarda e spesso con in mano un vaso per libagioni; talvolta un uomo esibisce un cartiglio iscritto con la propria ascendenza e le magistrature ricoperte. Dalla seconda metà del IV secolo a.C. entrano in uso sarcofagi scolpiti e dipinti in nenfro, marmo e alabastro, deposti su banchine ricavate nella roccia o addossati alle pareti di camere ormai molto ampie. A Tarquinia se ne trovano in numero tale da far ritenere che fossero prodotti localmente, e i loro rilievi portano soggetti simbolici o mitologici spesso derivati da modelli tarantini.

Punti salienti

La Tomba dei Leopardi

Conserva alcuni degli affreschi meglio preservati della necropoli, ed è questo il motivo per cui è la più riprodotta.

La Tomba dei Tori

La più antica tomba qui decorata con affreschi complessi, datata al 540-530 a.C. oppure al 530-520 a.C.: le fonti divergono. È anche una delle rare tombe etrusche con affreschi erotici.

La Tomba della Caccia e Pesca

Una delle camere dipinte più note, e fra le testimonianze più chiare di come gli Etruschi rappresentassero la vita ordinaria anziché la cerimonia.

La Tomba dell'Orco

Notevole per conservare l'unica raffigurazione pittorica conosciuta del demone etrusco Tuchulcha: una sola immagine che è l'intera documentazione visiva superstite di una figura altrimenti nota solo dai testi.

La Tomba dei Demoni Azzurri

Di età tarda, quando le pareti smettono di mostrare banchetti e cominciano a mostrare demoni infernali che accompagnano i morti nel viaggio verso l'aldilà, con scene oltremondane e cortei di magistrati a segnare il rango delle famiglie sepolte.

La Tomba degli Auguri e la Tomba del Triclinio

Due delle sei camere più note, con i soggetti rituali e conviviali che formano il nucleo del repertorio dei Monterozzi.

La Tomba della Fustigazione

L'altra delle rare tombe etrusche con affreschi erotici.

La Tomba del Barone

Scoperta nel . Le sue pitture e decorazioni parietali furono riprodotte sulle pareti del cosiddetto Gabinetto Etrusco del castello di Racconigi: una copia ottocentesca oggi essa stessa oggetto storico.