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Tutto il centro storico sta in un vicolo e una via, e il resto è in collina.

In centro. Il Budello — ufficialmente Piazza XX Settembre — percorre tutto il centro storico tra case del Quattro e Cinquecento, dal Borgo Coscia all'estremo verso Laigueglia a Piazza Partigiani all'estremo verso Albenga. Parallelo a esso, sul corso Dante Alighieri, il Muretto porta circa mille piastrelle in ceramica di autografi, iniziato nel 1951-1953 dal pittore Mario Berrino, con sopra gli Innamorati in bronzo di Eros Pellini e il Muretto dei Cani del 2013 all'altro capo della via.

La parrocchiale. Sant'Ambrogio, parrocchia dal 1507, con facciata rinascimentale, campanile romanico-gotico del XIV secolo ereditato dall'edificio precedente e tele del Seicento genovese — Bernardo Castello e Giovanni Andrea De Ferrari.

Sulla prima collina. I Giardini di Villa della Pergola: 2,2 ettari impiantati dal 1876, curati dopo il salvataggio del 2006 da Paolo Pejrone, con la collezione di glicini più importante d'Italia e quella di agapanti più vasta d'Europa. Solo con visita guidata, dieci minuti a piedi dalla stazione.

E quelle che qui non hanno una pagina. Due torri: il Torrione Saraceno nel Borgo Coscia, edificato da Genova nel Cinquecento e proprietà privata dalla metà del Novecento, non accessibile; e la Torre di Vegliasco sul costone, probabilmente opera genovese del Quattrocento, che la tradizione data al X secolo e in cui colloca Adelasia — che le sta in cima nello stemma cittadino. Tra le chiese: Sant'Anna ai Monti, eretta attorno al 940 dai benedettini della Gallinaria e l'edificio datato più antico del comune; Santa Croce, eretta nell'XI secolo dagli stessi monaci al capo che ne porta il nome; il santuario di Nostra Signora della Guardia del XII secolo sul monte Tirasso; la Santissima Annunziata del 1382; e la chiesa dei Cappuccini, il cui pulpito del 1503 è due secoli più vecchio dell'edificio che lo contiene.