Santuario della Madonna dei Fiori, Bra
Santuario della Madonna dei Fiori, Bra caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2026La chiesa
Qui ci sono due santuari, a tre secoli di distanza, e in mezzo un giardino.
Il Santuario Antico fu eretto in stile barocco nel 1626, nel luogo in cui una precedente cappella commemorava il miracolo. All'interno, in una cappella laterale, si conserva la statua della Madonna dei Fiori, che viene portata in processione l'8 settembre, giorno della festa patronale. Lo stesso soggetto è ritratto anche da un dipinto del pittore fiammingo Jean Claret.
Il Santuario Nuovo fu iniziato nel 1933 su progetto dell'ingegner Bartolomeo Gallo. È aperto alle celebrazioni ma tuttora incompiuto, che è la descrizione onesta a quasi un secolo di distanza. È affrescato da Piero Dalle Ceste, autore anche di una grande tela che raffigura l'apparizione della Vergine Maria a Egidia Mathis. All'ingresso sta un mosaico di padre Marko Ivan Rupnik.
Sotto il santuario nuovo c'è la Cripta, dove alla sera si svolgono vari incontri di preghiera.
Intorno: il giardino detto "Pruneto" — il terreno dei pruni — la casa canonica, le strutture oratoriali e l'annessa casa di riposo "Beato Valfrè" per sacerdoti anziani.
Punti salienti
Il Pruneto
Il giardino di pruno selvatico, e la ragione per cui il santuario esiste. Le fonti affermano che i cespugli fioriscono tuttora ogni anno in pieno inverno anziché in primavera e che la scienza non ha saputo spiegarlo.
Il Santuario Antico, 1626
Barocco, eretto dove una cappella precedente già commemorava il miracolo: la chiesa del 1626 è dunque essa stessa il secondo edificio sul posto.
La statua della Madonna dei Fiori
In una cappella laterale del santuario antico, e portata in processione l'8 settembre, festa patronale.
Il dipinto di Jean Claret
Il pittore fiammingo trattò qui lo stesso soggetto: la stessa mano che dipinse la Battaglia di Lepanto nella sacrestia di Sant'Andrea, dall'altra parte della città.
Il Santuario Nuovo, iniziato nel 1933 e incompiuto
Dell'ingegner Bartolomeo Gallo, aperto alle celebrazioni ma tuttora incompiuto. Piero Dalle Ceste lo affrescò e dipinse la grande tela dell'apparizione a Egidia Mathis.
La Cripta
Sotto il santuario nuovo, usata per gli incontri di preghiera serali: lo spazio più frequentato del complesso e il meno visitato.
