Chiesa di San Martino, La Morra
Chiesa di San Martino, La Morra caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2026La chiesa
La chiesa sorge su una piazzetta in cima al paese, ed è merito di Garove: la committenza chiedeva espressamente un edificio sacro composto su uno spazio pubblico in posizione elevata sul borgo. In un paese disteso su un crinale, questo significa che è la prima cosa che si vede e da più lontano.
La casa canonica fu aggiunta nel 1713. Si affaccia sulla stessa piazzetta e comunica con il presbiterio attraverso la sacrestia: chiesa e casa del parroco sono un corpo di fabbrica connesso, non due edifici.
All'interno l'occhio va all'altare maggiore e alla sua pala del 1715, la Madonna con Bambino fra i santi Martino e Crispino di Giovanni Carlo Aliberti. L'altare stesso porta un'iscrizione che nomina chi lo pagò.
La volta della navata centrale è dipinta, e quelle pitture non sono originali: sono di Luigi Morgari, 1879-1880, commissionate dopo l'incendio. Ci sono cappelle laterali, con le proprie volte, anch'esse ridipinte nell'Ottocento.
Le fiancate hanno aperture ampliate, modifica ottocentesca: la chiesa prende oggi più luce di quanta Garove gliene avesse data.
Punti salienti
La collocazione di Garove
Il compito era porre un edificio sacro su uno spazio pubblico, in posizione elevata sul borgo. In un abitato disteso su un crinale, quella decisione è il motivo per cui la chiesa si legge dalle vigne sottostanti.
La pala di Aliberti, 1715
Sull'altare maggiore: la Madonna con Bambino e i santi Martino e Crispino, di Giovanni Carlo Aliberti. Martino è il patrono del paese; Crispino è il patrono dei calzolai.
L'iscrizione sull'altare maggiore
La chiesa e la canonica furono costruite a spese della comunità, ma l'altare maggiore fu finanziato da un certo "Messer Bartolomeo Mascarello", e l'altare porta un'iscrizione che lo dice. Un paese pagò la propria chiesa; un uomo ne pagò l'altare, e fece in modo che restasse scritto.
La casa canonica del 1713
Costruita sulla piazzetta e collegata al presbiterio attraverso la sacrestia, perché il parroco potesse raggiungere la chiesa senza uscire.
La volta di Luigi Morgari, 1879-1880
Quel che si guarda in alto è un rifacimento. A Morgari fu affidato l'incarico delle attuali pitture della volta della navata centrale e di altri ritocchi.
I segni del 1874
La tribuna e l'organo furono danneggiati e distrutti dalle fiamme. Quel che sta al loro posto è successivo all'incendio.
