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Chiesa di San Martino, La Morra

Scopri Chiesa di San Martino, La Morra

Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2026
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Introduzione

La chiesa di San Martino è la parrocchiale di La Morra, nelle Langhe, ed è la prima chiesa edificata in territorio comunale. San Martino è il patrono del paese.

La data è data in due modi dalla stessa fonte, e qui si riportano entrambi. La chiesa è descritta come edificata nel 1699; ed è anche registrata come iniziata nel 1684 e completata nel 1695. Nulla concilia le due versioni.

È testimonianza dell'attività architettonica di Michelangelo Garove (1650-1713), il cui compito fu comporre, su uno spazio pubblico e in posizione elevata sul borgo, un edificio sacro. Garove è la ragione per cui un piccolo paese di collina ha una chiesa di questa qualità.

All'interno, sull'altare maggiore, una pala raffigurante la Madonna con Bambino e i santi Martino e Crispino, di Giovanni Carlo Aliberti, 1715.

L'edificio lo pagò il paese. La canonica e il sacro edificio vennero costruiti a spese della comunità, mentre l'altare maggiore fu eretto con i finanziamenti di un certo "Messer Bartolomeo Mascarello", come risulta da un'iscrizione sistemata su di esso.

Architettura

La chiesa è barocco piemontese di fine Seicento, e il suo interesse sta nell'essere opera di un architetto di nome e non di un capomastro locale.

Michelangelo Garove (1650-1713) lavorò nell'orbita della corte sabauda, e la committenza è qui descritta in termini di composizione: un edificio sacro su uno spazio pubblico, in posizione elevata sul borgo. La collocazione è la scelta progettuale, e governa tutto il resto: la chiesa è il capo del paese, non un elemento al suo interno.

La casa canonica del 1713 prolunga la composizione sulla stessa piazza, e il collegamento al presbiterio attraverso la sacrestia è una mossa distributiva, non decorativa.

L'interno, come oggi si legge, è sostanzialmente ottocentesco nelle superfici. La volta della navata porta le pitture di Luigi Morgari del 1879-1880; le volte delle cappelle laterali furono ridipinte nella stessa stagione di lavori; stucchi e ornati vennero rappezzati. Solo la pala di Aliberti del 1715 e l'altare sotto di essa sopravvivono dal secolo della chiesa nei punti in cui l'occhio va per primo.

Le aperture ampliate delle fiancate sono lo scarto più evidente dall'edificio di Garove: una decisione ottocentesca di far entrare più luce, presa a spese del muro originario.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

Questa chiesa la costruì un paese che non era tenuto a farlo, e il conto di chi pagò che cosa è sopravvissuto.

La comunità finanziò la fabbrica. Sia la canonica sia il sacro edificio vennero costruiti a spese della comunità: una parrocchia di contadini che commissiona un architetto di corte.

Un uomo finanziò l'altare. L'altare maggiore fu eretto grazie ai finanziamenti di un certo "Messer Bartolomeo Mascarello", e un'iscrizione sistemata sull'altare lo registra.

Il cantiere corse dal 1684 al 1695 secondo una lettura della fonte, con il 1699 indicato altrove. La casa canonica seguì nel 1713, innestata sul presbiterio per il tramite della sacrestia.

L'Ottocento rifece l'interno due volte. Prima la campagna autorizzata del 1868-1869, sotto la direzione dell'Arciprete, che il Sottoprefetto aveva bloccato tre anni prima; poi, dopo l'incendio dell'11 gennaio 1874, la sostituzione degli arredi distrutti e l'incarico a Luigi Morgari nel 1879-1880 per la volta della navata.

Domande frequenti

Quando fu costruita? La fonte dà due risposte: iniziata nel 1684 e completata nel 1695, e separatamente edificata nel 1699. La discrepanza è nella fonte e non è risolta.

Chi la progettò? Michelangelo Garove (1650-1713), cui fu chiesto di comporre un edificio sacro su uno spazio pubblico in posizione elevata sul borgo.

È la chiesa più antica di La Morra? È la prima chiesa edificata in territorio lamorrese.

Che cos'è il dipinto sopra l'altare? La Madonna con Bambino e i santi Martino e Crispino, di Giovanni Carlo Aliberti, 1715.

Perché le pitture della volta sembrano più tarde della chiesa? Perché lo sono. La chiesa bruciò l'11 gennaio 1874, e Luigi Morgari dipinse l'attuale volta della navata nel 1879-1880.

Chi la pagò? La comunità pagò la chiesa e la casa del parroco. L'altare maggiore lo pagò un certo "Messer Bartolomeo Mascarello", nominato in un'iscrizione su di esso.

Posso presentarmi e basta? Potete provare la porta. Non risultano orari, e una parrocchiale di paese è aperta con più affidabilità attorno a una funzione.

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