
Ponte di Veja
Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2026Panoramica
Il Ponte di Veja è un arco naturale di roccia nei Lessini sopra la Valpolicella, e uno dei maggiori d'Europa.
È il tetto superstite di una grotta crollata: il calcare qui è carsico, l'acqua ha scavato una grande cavità, gran parte della volta è franata e ciò che non è franato è diventato un ponte che scavalca la valle.
Le cavità dentro e attorno all'arco furono frequentate nel Paleolitico, e il sito è stato scavato più volte. Sta a pochi passi dalla strada e non costa nulla.
Informazioni rapide
- Tipo: Natura
- Una grotta che ha perso il tetto: L’arco è il tratto superstite di una cavità carsica crollata: non qualcosa di costruito, ma ciò che è rimasto quando il resto è franato.
- Frequentato nel Paleolitico: I ripari dentro e attorno all’arco hanno restituito industria litica e materiale faunistico, parte dello stesso paesaggio preistorico della Grotta di Fumane.
Visita responsabile
Questo è un sito protetto in un parco regionale. Restate sul sentiero segnalato: i versanti ai lati si erodono in fretta e il danno delle scorciatoie è visibile.
Non si sale sull'arco e non ci si arrampica nelle grotte. Sono instabili, sono siti archeologici, e sotto la campata la caduta di sassi è un pericolo reale.
Non si raccolgono fossili né pietre. I giacimenti fossiliferi della Lessinia sono tutelati e di rilievo internazionale.
Portate via i rifiuti; il sito ha servizi minimi e nei fine settimana estivi un carico pesante.
Il parcheggio è limitato e le strade di accesso strette. Arrivare presto evita sia la calca sia gli incroci scomodi in salita.
Dove si trova





Indicazioni stradali Apri in Apple Maps
© OpenStreetMap contributors · © CARTO · 45.6119, 10.9089
Pianifica la visita
Il sito è gratuito e sempre accessibile, entro il parco regionale della Lessinia.
Si raggiunge su strada da Sant'Anna d'Alfaedo o salendo dalle valli della Valpolicella: circa quarantacinque minuti d'auto da Verona, su strade di montagna strette. Nei pressi c'è un parcheggio e in stagione un bar.
Dal parcheggio un sentiero segnalato porta all'arco in dieci o quindici minuti. Il ritorno è in salita.
Calcolate da un'ora a un'ora e mezza compresa la camminata.
Il sentiero è sconnesso, sassoso e ripido a tratti e non è accessibile in carrozzina né adatto ai passeggini. Le calzature adeguate contano; il calcare bagnato è scivoloso.
Quando visitare
Primavera e autunno sono i migliori: il bosco dà il meglio e la temperatura si adatta alla camminata.
L'estate è frequentata e nei fine settimana il sito può essere affollato, benché il bosco lo tenga fresco e qui si stia assai meglio che in pianura.
La luce del mattino passa sotto l'arco meglio di quella del pomeriggio.
L'inverno porta neve e ghiaccio a questa quota, e il sentiero diventa davvero insidioso; le strade di accesso possono richiedere pneumatici invernali.
Evitate la visita subito dopo forti piogge, quando la roccia è al massimo della scivolosità.