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Illustrazione stilizzata di Giardino Giusti in Verona - Goparoo

Giardino Giusti

Giardino Giusti cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 23 settembre 2026
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Uno dei pochi giardini rinascimentali italiani ad aver conservato l’impianto originario: cosa più rara di quanto sembri, perché quasi tutti i giardini coevi furono ridisegnati all’inglese due secoli dopo. La pianta è sopravvissuta; le piantumazioni sono state rifatte più volte.

Cronologia

  1. Provolo Giusti acquista il terreno, confinante con l’antica via Postumia: la strada romana che l’Arco dei Gavi era stato costruito a scavalcare. L’asse lungo del giardino è impostato su una linea tracciata da agrimensori romani.
  2. XVI secolo Agostino Giusti fa costruire il palazzo e il giardino formale. Lo schema è quello classico: geometria e controllo sul piano, che cedono al versante boscato salendo, con un unico asse dal cortile al belvedere.
  3. Luigi Trezza ridisegna il labirinto di bosso, semplificando l’impianto cinquecentesco di Agostino. Il labirinto che si percorre è una lettura successiva di uno originale: non un’invenzione e non la prima versione.
  4. Il giardino viene duramente colpito. Il restauro cominciò subito dopo e proseguì nei decenni seguenti: è per questo che una pianta cinquecentesca può reggere piantumazioni novecentesche senza contraddizione.

Perché è costruito così

Tutto dipende da un solo asse: dal cortile del palazzo, dritto attraverso il giardino formale, su per il viale di cipressi, oltre il mascherone scolpito, fino al belvedere. Dal fondo si abbraccia l’intera composizione in un colpo solo, ed è l’effetto per cui fu pensata.

Le due metà sono volutamente opposte. La teoria del giardino rinascimentale contrapponeva arte e natura di proposito, e qui il terreno rendeva facile il contrasto: terrazzo fluviale piano in basso, rupe alle spalle. Il mascherone segna la cerniera. I cipressi, più che piantumazione, sono architettura: un colonnato vegetale che regge l’asse lungo la salita.