Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni
Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 4 settembre 2026Origini
Bartolomeo Colleoni fu un condottiero, capitano di ventura di professione, al servizio di Venezia come capitano generale dal 1454 fino alla morte nel 1475. Il suo testamento lasciò gran parte del patrimonio alla Repubblica a una condizione: che Venezia gli erigesse una statua equestre in bronzo in Piazza San Marco, per assicurarne la memoria come il monumento equestre di Donatello a un altro condottiero, il Gattamelata, aveva fatto a Padova.
Punti di svolta
Nel 1479 il Senato accettò il lascito ma aggirò la richiesta letterale: in Piazza San Marco le statue non erano ammesse, e il monumento fu perciò collocato davanti alla Scuola Grande di San Marco, sull'attiguo Campo Santi Giovanni e Paolo. Gli storici vi hanno letto in seguito una motivazione più netta: onorare troppo visibilmente un capitano di ventura nella piazza che rappresentava l'identità collettiva della Repubblica rischiava di oscurarla.
Personaggi influenti
Andrea del Verrocchio, già affermato tra i maggiori scultori di Firenze, vinse nel 1483 il concorso per il monumento e aprì una bottega a Venezia per portarlo a termine. Completò il modello in cera pronto per la fusione, ma morì nel 1488 prima che il bronzo fosse colato. Dopo un ritardo considerevole la Repubblica incaricò Alessandro Leopardi di completare la fusione e di progettare il basamento; la statua finita fu eretta nella collocazione attuale nel 1496.
Evoluzione culturale
La posa dinamica della statua -- ispirata al Gattamelata di Donatello ma assai più animata -- divenne un riferimento per la scultura equestre in tutta Europa. Monumenti parigini successivi dedicati a eroi nazionali, tra cui le statue di Carlo Magno e di san Luigi erette al culmine del sentimento nazionalista ottocentesco, attinsero direttamente all'energia marziale che il Verrocchio diede al Colleoni.
Significato attuale
La statua domina ancora oggi Campo Santi Giovanni e Paolo, accanto alla basilica gotica di Santi Giovanni e Paolo e alla facciata rinascimentale della Scuola Grande di San Marco: uno dei pochi luoghi di Venezia in cui un solo campo raccoglie in un'unica veduta tanta storia scultorea e architettonica.