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Palazzo Soranzo

Palazzo Soranzo Caratteristiche del Sito

Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2026
6.3 /10
Valutazione editoriale
/10
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Architettura

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Le due ali di Palazzo Soranzo furono costruite a circa un secolo di distanza, eppure condividono un'unica facciata unitaria e la stessa tonalità della pietra. L'ala più antica, di metà Trecento, occupa un'estremità, con due portali asimmetrici a sommità arrotondata, tipici del periodo precedente all'affermarsi del gotico veneziano. L'ala più recente, quattrocentesca, ha un solo portale, accostato a una piccola lunetta, e si riconosce facilmente dalla diversa disposizione delle aperture.

Entrambe le ali presentano le finestre ad arco inflesso che definiscono l'architettura gotica veneziana, anziché gli archi a tutto sesto degli edifici precedenti di impronta bizantina. I due piani nobili dell'ala più antica hanno ciascuno una quadrifora entro cornice marmorea scolpita, ornata di rilievi con fauni e altre figure mitologiche. Il piano principale dell'ala più recente porta una più ampia apertura a otto luci con proprio traforo marmoreo, mentre il piano soprastante richiama le quadrifore della metà più antica.

Degli interni originari sopravvive poco. Vi furono un tempo registrati arredi e opere d'arte, tra cui un dipinto attribuito a Giorgione, ma quasi tutto è andato perduto o disperso.

Site plan

Caratteristiche del Sito

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La finestra a otto luci

Il piano nobile dell'ala quattrocentesca porta un'unica finestra a otto luci entro cornice marmorea scolpita: un'apertura insolitamente ampia perfino per un palazzo gotico, ed è l'elemento che consente di distinguere a colpo d'occhio la metà più recente da quella più antica.

I fauni nelle cornici

Le quadrifore dell'ala più antica sono inquadrate da cornici marmoree scolpite con rilievi di fauni e altre figure mitologiche. Soggetti classici su una casa veneziana di metà Trecento sono precoci, e ripagano l'osservazione da sotto anziché dall'altro lato del campo.

Due portali, nessuna simmetria

L'ala più antica ha due porte a sommità arrotondata collocate senza alcun rapporto reciproco, sopravvivenza di un'epoca precedente al consolidarsi delle convenzioni gotiche veneziane. L'ala più recente ne ha una, accanto a una piccola lunetta. Nulla del fronte si allinea, e non era previsto che lo facesse.

La targa dei campanelli

La targa dei campanelli reca inciso un corno ducale -- il corno ducale indossato dai dogi -- discreto richiamo dei discendenti della famiglia a Giovanni Soranzo, doge dal 1312 al 1328. È la cosa più piccola dell'edificio e l'unica che avanzi ancora una pretesa.

Paesaggio

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Il palazzo occupa quasi per intero un lato di Campo San Polo, il campo più grande di Venezia dopo Piazza San Marco, nel sestiere di San Polo.

La forma curva e irregolare del campo è la ragione per cui la facciata si legge come si legge. Un rio, il Rio Sant'Antonio, scorreva davanti all'edificio fino all'interramento del 1761: il palazzo fu dunque concepito per essere raggiunto dall'acqua e oggi lo si incontra a piedi, attraverso una distesa di selciato aperto che non era destinato a fronteggiare.

Quell'accidente conferisce all'edificio qualcosa che quasi nessun palazzo veneziano possiede: lo spazio per arretrare. Quasi tutte le facciate gotiche di questa qualità si possono osservare solo da una barca o da una calle stretta; questa si guarda da ottanta metri, ed è per questo che è una delle più leggibili della città.

Campo San Polo è un campo vissuto più che un monumento: i bambini vi giocano a pallone, d'estate ospita un cinema all'aperto e d'inverno uno dei maggiori raduni di Carnevale, e i palazzi che lo circondano sono abitati.

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