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Abbazia di Montecassino in Cassino - Goparoo

Abbazia di Montecassino

Scopri Abbazia di Montecassino

Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026
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Introduzione

Montecassino è un monastero benedettino sull'altura rocciosa del Monte Cassino, nella valle del Liri a circa 130 km a sud-est di Roma, sul sito dell'antica città romana di Casinum. È la prima casa dell'ordine benedettino: Benedetto da Norcia la fondò di persona intorno al 529, e fu per questa comunità che compose la Regola.

Architettura

C'è una tesi secondo cui questo edificio cambiò l'architettura europea, e poggia su un solo abate. Kenneth John Conant riteneva che la ricostruzione undicesima di Desiderio impiegasse archi a sesto acuto. L'abate Ugo di Cluny visitò Monte Cassino nel 1083; cinque anni dopo avviò la terza chiesa di Cluny, che comprendeva archi acuti e segnò una svolta nell'architettura medievale. Secondo quella lettura l'arco gotico parte da questa sommità e si diffonde verso la Borgogna e oltre.

Desiderio costruì deliberatamente su scala internazionale, chiamando artisti da Amalfi, dalla Lombardia e da Costantinopoli a dirigere parti diverse dei lavori, e mandando dopo il 1066 ambasciatori a Costantinopoli proprio per ingaggiare mosaicisti bizantini. Fece poi istruire da loro un gran numero di giovani monaci: è questo il meccanismo concreto con cui il mosaico rinacque nell'Italia medievale, e il cronista Leone Ostiense registra la decisione in questi termini.

Ciò che il visitatore vede oggi sostiene altro. L'abbazia attuale è la ricostruzione postbellica dell'edificio distrutto dalle bombe, consacrata nel 1964, e la scelta di ricostruire anziché consolidare una rovina fu presa con il sostegno del presidente della Repubblica Luigi Einaudi. L'architettura è dunque un'affermazione sulla continuità fatta negli anni Cinquanta, su fondazioni che la continuità ce l'hanno davvero.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

Fu costruita su un tempio, e con un tempio. La vita di Benedetto di Gregorio Magno racconta che il monastero sorse su un antico sito pagano, un tempio di Apollo che coronava il colle, con accanto un bosco in cui si facevano ancora sacrifici. Benedetto fece a pezzi l'idolo, rovesciò l'altare e abbatté il bosco, poi riutilizzò il tempio stesso dedicandolo a san Martino, e costruì una seconda cappella dove era stato l'altare, dedicata a Giovanni Battista. Gli scavi dopo il 1944 confermarono il racconto e ne diedero le misure: il primo oratorio 12 m per 8, il secondo lungo 15,25 m.

È stata distrutta e ricostruita cinque volte. "I primi a demolirla furono i Longobardi a piedi nel 580; gli ultimi i bombardieri alleati nel 1944." I Longobardi la saccheggiarono nel 581 sotto l'abate Bonito e i monaci superstiti fuggirono a Roma per oltre un secolo, portando il corpo di Benedetto fino a Fleury. I Saraceni la saccheggiarono e la bruciarono nell'884, uccidendo l'abate Bertario; la comunità visse a Teano e dal 914 a Capua finché il monastero non fu ricostruito nel 949. Un terremoto ne abbatté gli edifici nel 1349, e nel 1369 Urbano V chiese a tutte le case benedettine un contributo per la ricostruzione. Le truppe della Francia rivoluzionaria la saccheggiarono nel 1799.

La ricostruzione dell'XI secolo fu quella grande. Sotto Desiderio, abate dal 1058 al 1087 e poi papa Vittore III, gli edifici furono rifatti con grande magnificenza, con artisti chiamati da Amalfi, dalla Lombardia e da Costantinopoli a dirigere i lavori. La chiesa abbaziale fu consacrata da Alessandro II nel 1071. Mosaicisti bizantini ingaggiati a Costantinopoli decorarono l'abside, l'arco e il vestibolo; ne restano due frammenti con levrieri.

Il 15 febbraio 1944 ne distrusse quasi tutto, e non sarebbe dovuto accadere. La città di Cassino faceva parte della linea Gustav, la difesa tedesca lunga 161 km dal Tirreno all'Adriatico, con l'abbazia a dominare la statale 6 e la strada per Roma. Il rispetto di Kesselring per il monumento aveva fatto sì che i tedeschi non usassero l'abbazia come parte di quelle fortificazioni. Rapporti di ufficiali dell'esercito indiano britannico indicavano che la stessero occupando; ogni comandante sul campo la considerava un punto d'osservazione decisivo; e il generale sir Harold Alexander, con l'appoggio di numerosi comandanti alleati, ordinò il bombardamento. Nell'abbazia non c'erano truppe tedesche. Le uniche persone uccise dal bombardamento dentro il monastero furono 230 civili italiani che vi si erano rifugiati. I Fallschirmjäger della 1ª Divisione paracadutisti occuparono poi le rovine, perché le rovine offrivano un'ottima copertura difensiva.

La ricostruzione fu una decisione nazionale. L'abbazia fu rifatta dopo la guerra con il notevole sostegno di Luigi Einaudi, presidente della Repubblica, nei primi anni Cinquanta; durante i lavori la biblioteca fu ospitata presso la Pontificia Abbazia di San Girolamo in Urbe; e Paolo VI consacrò la basilica ricostruita il 24 ottobre 1964.

Domande frequenti

L'abbazia di Monte Cassino è originale?

No. È una ricostruzione postbellica, consacrata da Paolo VI il 24 ottobre 1964. Quasi tutto fu distrutto nel bombardamento del 15 febbraio 1944: la quinta distruzione di un monastero costruito la prima volta intorno al 529.

C'erano davvero truppe tedesche quando fu bombardata?

No. I raid furono ordinati sulla base di rapporti di ufficiali dell'esercito indiano britannico secondo cui i tedeschi occupavano il monastero, e ogni comandante sul campo lo riteneva un punto d'osservazione decisivo, ma truppe tedesche non ce n'erano. I paracadutisti tedeschi occuparono le rovine dopo, perché offrivano una copertura difensiva migliore. Le uniche persone uccise dal bombardamento all'interno furono 230 civili italiani che vi si erano rifugiati.

È qui che fu scritta la Regola di san Benedetto?

Sì. Benedetto fondò qui la prima casa dell'ordine intorno al 529 e scrisse la Regola per questa comunità; non se ne andò più, e qui morì e fu sepolto.

Che cosa resta del Medioevo?

Fuori terra, pochissimo. Due frammenti musivi con levrieri, nel museo dell'abbazia, dalla decorazione bizantina commissionata da Desiderio dopo il 1066; e le tracce scavate dei due oratori di Benedetto, rinvenute dopo la distruzione del 1944.

L'ingresso è gratuito la prima domenica del mese?

No. Il gestore precisa che Montecassino non aderisce a quell'iniziativa, perciò la prima domenica non si entra gratis.

Abbazia e museo hanno gli stessi orari?

Non d'inverno. Dal 1° novembre al 31 marzo il museo apre solo la domenica e nei festivi, mentre l'abbazia apre dal lunedì al sabato 9.30-16.50 e la domenica 9.30-17.15. Dal 1° aprile al 31 ottobre entrambi fanno 9.30-18.30 tutti i giorni.

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